ANGELO LO RIZZO


Enrico Caruso
    

Così come spesso succede nella vita è stato il caso a farmi incontrare a Ravenna Edoardo Latella, un personaggio che si è sempre occupato di numeri, di finanza innovativa e di affari. Ebbene questo personaggio coltiva un sogno, quasi una sfida nella certezza di riuscire prima o poi : quello di far varcare alla ?nostra musica? i confini italici come, in passato e da sempre la vera arte ?made in Italy? ha saputo fare.

      Anche lui, forse per caso, ha incontrato Francesco Malapena e Roberto Bonaventura, rispettivamente tenore e musicista il primo e compositore, autore e produttore il secondo, entrambi originari di Napoli, città che la melodia ha reso capitale mondiale della canzone, città dove la fantasia è considerata realtà, in cui sensibilità e passionalità sono prepotentemente commiste ad una tradizione colta e matura.

      Dice il Latella: ? Non bisogna essere esperti per sapere che l?industria discografica oggi soffre per tante motivazioni a cominciare dalla pirateria, ma uno solo è il vero problema! Non si scrive, canta, suona e produce più con lo scopo principale di emozionarsi e, quindi, di emozionare. Il mercato e la strategia di vendita del prodotto musica hanno umiliato ed affossato l?arte sostituendosi ad essa, finendo spesso per snaturarla e sopprimerla.?

     Partendo da questi presupposti Latella unitamente ad alcuni compagni di viaggio come lui appassionati di buona musica, ha dato vita ad un progetto per realizzare, in forma semplice e in tutta umiltà, per far sì che questa forma artistica sublime che è la musica, quella vera e sincera, possa essere consegnata ai posteri.

Beniamino Gigli
    
?Siamo all?opera già da tre anni ed è già uscito il primo, importantissimo, album di Francesco. Già da questo lavoro abbiamo subito puntato niente di meno che al firmamento della grande tradizione, con una sfida clamorosa: riprendere il filone della grande canzone classica napoletana a distanza di oltre sessanta anni dal suo totale letargo, con un disco di dodici inediti classici- . Ci siamo riusciti? Noi pensiamo proprio di sì, perchè il connubio Malapena-Bonaventura è micidiale, sembrano nati per lavorare insieme e gli ascoltatori se ne accorgono, molti si commuovono fino alle lacrime, e quasi tutti credono che i brani siano dei veri classici dell?inizio del ?900?.

     Le canzoni napoletane, in passato hanno sempre varcato i confini dell?Italia, diventando famose in tutto il mondo, simbolo della musica italiana. Il periodo più importante della canzone napoletana si ebbe attorno ai primi dell?800 quando la canzone ?Palummella zompa e vola? fu addirittura messa all?indice per i suoi evidenti contenuti sovversivi, in quanto alludeva alla libertà. Tanto che gli autori dovettero cambiarne il testo, ma il popolo napoletano continuò a cantarla come prima.

Museo della Canzone Napoletana
a Calvello (Pz)

    
    Nel ?900 la canzone napoletana fu protagonista del Festival di Napoli, prima ancora che nascesse il Festival di Sanremo. Purtroppo nella seconda metà degli anni ?60 il Festival di Napoli cessò per cui la canzone napoletana rischiò di perdere ogni legame con il suo retaggio classico per divenire espressione del sottoproletariato urbano. Ma i più affermati cantanti dell?epoca da Caruso a Beniamino Gigli, continuarono ad inserire nel loro repertorio regolarmente alcune tra le canzoni napoletane più famose.

     Chiudiamo queste poche righe ancora con le parole di Latella: ?Lavoriamo con il cuore pensando alle persone che ascolteranno i nostri dischi e che verranno ai nostri concerti, consci che lo scopo dell?arte è dare un po? di sollievo nei momenti bui e sottolineare i momenti belli, similmente a come avviene con una colonna sonora di un film, che in questo caso si chiama ?vita? ?.