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Proprio nel momento in cui il paese sta per separarsi in due stati autonomi, con l’indipendenza del Sud Sudan sancita per il 9 luglio, nel corso della sua ultima sessione nei giorni scorsi l’Unesco ha proclamato l’antica città sudanese di Meroe, nella regione settentrionale della Nubia a nord della capitale Khartoum, degna di fare parte del Patrimonio dell’Umanità.  L’ambito riconoscimento è andato ai resti dell’antica capitale kouscita, sulla riva orientale del Nilo presso Shendi, epicentro dall’VIII sec. a.C. fino al 350 d:C. del potente regno che con la XXV dinastia – quella dei cosiddetti Faraoni Neri – arrivò a dominare per quasi un secolo anche l’Egitto, alla vicina necropoli reale formata da circa 200 piccole piramidi dalla forma aguzza e snella, nonché dai non lontani siti religiosi di Naga e Musawwarat, sempre di epoca meroitica, composti da numerosi templi di diversa fattura in discreto stato di conservazione in pieno deserto.

 

Il nuovo sito di Meroe nella lista Unesco si aggiunge a quello precedente del Gebel Barkal, la montagna sacra degli antichi nubiani, e della necropoli reale dell’antica capitale di Napata presso Karima, considerati entrambi luoghi imprescindibili per un tour archeologico in Sudan.  Non a caso presso entrambe le località, ed a ridosso dei monumenti, sorgono le uniche strutture turistiche ricettive presenti nel deserto nubiano, il campo tendato di Meroe e la rest-house di Karima, create e gestite dal tour operator milanese “I Viaggi di Maurizio Levi”, specialista per i viaggi in Sudan con una propria organizzazione locale.

 

Info: www.deserti-viaggilevi.it