Testo e Foto di ANNAROSA TOSO


Il riposo dei cammelli
    

Ad Amman la Moschea di Abdallah I°,  nonno del compianto  Re Hussein, e la Chiesa degli Ortodossi sono costruite una davanti all?altra e sono divise solo da una strada.  Mussulmani e cristiani si incrociano quando si recano, ognuno nel proprio tempio, a pregare. Uno dei tanti segni della pacifica  convivenza con altre etnie e della tolleranza del  popolo giordano, che  non ha nel cuore  vendetta e ritorsione.<BR>Come Re Husssein che ha tenacemente difeso il  proprio Paese,  – la popolazione è  formata per il 65% di persone di origine palestinese e dal 35  % di origine beduina – anche il figlio  re Abdallah IV, coadiuvato dalla bellissima moglie Rania, ha  come obiettivo primario la pace e la tranquillità della sua gente e guarda criticamente agli attuali avvenimenti dei confinanti.

 

La tensione tra Israele e Palestina  sta creando un sensibile calo di turisti verso questa destinazione. Molte persone associano la parola Giordania con Cisgiordania  e temono che andarvi in questo momento possa essere pericoloso. A Pasqua, periodo che ho scelto per il mio viaggio, di italiani ce ne erano pochi, a fronte di una situazione perfettamente tranquilla, a tutto vantaggio di quei turisti che conoscendo meglio la geografia avevano deciso comunque di visitare il Paese. Attualmente la situazione in Medio Oriente è ancora  calda ed è un peccato che la Giordania ne faccia le spese, considerato anche che il turismo è una importante fonte di introiti per tutto il paese.
        
Jerash
Le bellezze della Giordania non si discutono: Petra la città dei Nabatei , la romana Jerash con una splendida piazza ovale unica nella sua particolarità e l?Arco Trionfale costruito per l?arrivo dell?impeatore Adriano nel 129 d.C., il deserto di Wadi Rum teatro delle gesta di Lawrence d?Arabia, il Monte Nebo dove Mosé poté scorgere la terra promessa,  il Mar Morto, il punto più basso della terra, i castelli nel deserto.<BR>Ma è Petra la calamita della Giordania, il luogo più conosciuto  diventato addirittura famigliare grazie al film “Indiana Jones”.

Il tesoro del siq
    
Attraverso il Siq, uno squarcio tra due montagne, un lungo ma piacevole tragitto di milleduecento metri  in mezzo alle rocce che cambiano colore secondo la luce, si arriva davanti a uno dei monumenti più conosciuti  il Khaznet ?il Tesoro?. Fino a qualche anno fa tutto  il percorso si faceva a cavallo: oggi il tragitto a cavallo è fino all?entrata del siq, dura pochi minuti e serve solo a per mantenere in vita  l?attività di chi possiede gli animali. L?alternativa alla passeggiata a piedi è prendere un calesse. Ma quella camminata nel siq in mezzo alle rocce dalle tinte diverse,  rimarrà sicuramente nella memoria.

Ingresso del siq
    
Quasi tutti gli operatori prevedono due pernottamenti a Petra che significano una sola intensissima giornata. Ed è un peccato perché Petra va goduta con calma, assaporata, ed esplorata anche nei monumenti più lontani. Bisogna fermarsi, riprendere le forze, perché Petra  lo richiede.   L?antica città dei Nabatei non si può descrivere, bisogna vederla, assorbire tutte le sfumature dei colori dal rosa al rosso, dal violetto al blu. Colori che cambiano dal mattino al tramonto. Bisogna avere buone gambe per vedere Petra e molta calma. Bisogna amministrare bene le forze, riempirsi gli occhi di tanta bellezza, fermarsi e riprendere il cammino senza fretta.

 

E? d?obbligo salire al monastero di El Deir, il monumento più grande, forse ancora più bello del tesoro a 1.060 m. di altitudine. Si può salire con l?asino sulla strada tutta in salita e ogni tanto voltarsi indietro a guardare. Dall?alto il panorama è veramente straordinario: lo sguardo sulle rocce colorate  si perde nel deserto.<BR>Andando indietro nei secoli, a Petra hanno abitato cinquantamila persone in un città segreta considerata inespugnabile, finché i romani la conquistarono grazie a uno stratagemma. Un legionario che aveva affascinato una giovane nabatea riuscì a carpirle il segreto dell?approvvigionamento delle acque che arrivavano attraverso conduttore poste nel siq. Fu la resa dei nabatei, questi abili mercanti che avevano vissuto agiatamente a Petra per tante generazioni.

Teatro Romano
        
I romani  lasciarono il loro segno nello splendido teatro scavato nella roccia con 4000 posti a sedere, in templi e in maestoso decumano. L?imperatore Adriano la definì metropoli  anche quando iniziò la sua decadenza e fu trascurata e abbandonata. Poi Petra fu dimenticata per secoli.  In molti sapevano dell?esistenza della città ma nessuno sapeva come arrivarci.  Fu riscoperta nel 1812 dall?esploratore svizzero Giovanni Burckhardt , appassionato della cultura araba che passò lunghi periodi con i beduini per carpire i segreti dell?ingresso alla città. Riuscì ad entrare, anche lui con l?inganno, ma per desiderio di conoscenza. Poi ancora dimenticata fino alla metà del secolo scorso quando iniziarono i primi lavori di restauro, peraltro non ancora finiti per la vastità dell?area.

 
    

    
Fino a qualche anno fa, le popolazioni che vivevano con il turismo abitavano all?interno di Petra. Oggi sono state costruite moderne abitazioni nella città nuova. A fatica sono stati convinti che non potevano vivere dentro una città museo. Ma nelle loro case vanno solo a dormire. Alle prime luci dell?alba già sono tutti dentro Petra per attendere altre migliaia di turisti che si porteranno dentro il ricordo magico della città dei Nabatei.

 

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