CLOTILDE PATERNOSTRO



Materia, realtà, encrgia. Fautrier, il ?materico? per eccellenza; il pittore francese che seppe rappresentare la crisi dell? uomo nel periodo più oscuro delle storia contemporanea di Francia – il periodo dell? occupazione nazista – ; l?artista che nell? ambito dell? immortale affermò la propria poe­tica nella ?materia? intrisadi forza, di colore. Un sinonimo di vita è la materia per Fautrier; un frammento di realtà che racchiude ?memoria?, memoria del passato pur nell?attimo stesso del presente.

La mostra Jean Fautrier (Parigi 1898 –  Chatenay-Malabry 1964) retrospetti­va alla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny (Svizzera, sino al 13 marzo 2005) è la più completa rassegna sull?arte di Fautrier portando alla ribalta un intero periodo storico (1940 ca.),ossia il periodo bellico e post-bellico, momento che sconvolse l?Europa intera. In Francia, nel versante della cultura, tre furono i momenti fondamentali, per la letteratura Camus, per la filosofia Sartre, per la pittura l?informale-materico di Fautrier. Ognuno con una propria tesi ma tutti volti all?affermazione dell?individuo e della sua umana dignità, offesa dalla ferocia e dalla violenza di una guerra ottusa.

La mostra di Martigny comprende l?intera attività artistica di Fautrier, presentando sia le sanguigne ed olii (figurativi) degli anni Venti circa, sia le sculture (espressioniste) degli anni 1930-40. Domina incontrastata la serie degli Otages (Ostaggi) ? Informale ?materico del 1942-45 , le fucilazioni degli uomini della resistenza, a cui farà seguito la serie dei Partisans (Partigiani) del 1956-57.


Il senso storico-filosofico,  l?informale di Fautrier va ricollegato al valore fondamentale dell?intuizione di Bergson , quale motivo determinante del presente , o ancora, al ? per sé sartriano, ?l?essere che si fa presente a se stesso? secondo la concezione esistenzialista dell? epoca.

Se la vita è ?azione che continuamente crea e si arricchisce? (Bergson) Fautrier ne stralcia l?attimo per un istante lo ferma, non dimentico, ben inteso, del patrimonio storico esistenziale in esso contenuto. In sintesi se tutto si rifà, per Fautrier, all?hic et nunc, al reale quale motivo del presente, rimane esso scrigno prezioso delle memoria e del passato mai obliato.

Momento particolare questo vissuto da Fautrier,  in senso storico, pittorico, filosofico, letterario, siamo circa negli anni Quaranta e se Fautrier dà impulso al proprio cammino materico proprio dal 1940 in poi, il momento più alto, ripetiamo, sarà raggiunto con la   serie famosissima degli Otages, la vessazione ultima subita dall? uomo avvilito nella propria dignità spirituale ed umana. Non fu solo un momento politico e di guerra, l?occupazione nazista. ma umano e soprattutto, perché sopraffatto fu l?uomo e gli Otages ne furono l? emblema,il canto più alto e drammatico ( Tete d? otage, 1945; Tete d?otage n. 24, 1944; Le massacre, 1944) portando avanti il discorso, l?artista, sino agli anni sessanta circa (Tete de partisan, Budapest, 1957).


Ma torniamo alla ?materia? , l? elemento di Fautrier.  Materia quasi pietra, muro, pietra graffita, graffiata, scrostata, lacerata, dove il colore  gioca tutto il suo ruolo di interprete del  sentimento. Materia, fattore ?estremamente sensibile, capace di captare e trattenere le sensazioni più labili, le impressioni più fugaci, le più segrete palpitazioni dell?essere? (Argan). Fautrier impasta il colore e la materia; manipola il tutto, lo impasta direttamente sul supporto in strati spessi animando la materia di un

moto vitale profondo – sarà un gesto delicato o uno strappo violento, userà un colore tenue oppure urlato, ma sempre, per Fautrier, la materia sarà lo specchio del presente, del suo presente.

Bellissine opere sono Raies de couleurs (Strisce di colore) del 1959, la clairiere ( Radura) del 1963, Fond vert del 1959, Ecorces del 1958 , corteccia dai filamenti ruvidi stesi in verticale e ripetuti cori ritmo incalzante ?.Magnifico pittore fu Fautrier;  seppe gestire il colore dandogli valore primario, necessario all?espressione incorporandolo alla materia, facendo dell?amalgama prezioso il sinonimo della vita, la sua e non solo; di tutta l?umanità dolente a lui contemporanea.

Fautrier l?enrage (l?arrabbiato) . ?Si è imposto con diritto nel pantheon della pittura francese del XX secolo?. (D. Marchesseau).