GIOVANNA LA VECCHIA



Duecentocinquanta artisti provenienti da venticinque paesi di quattro continenti, quaranta eventi, ottantuno repliche, quaranta gruppi e formazioni artistiche, sedici produzioni e coproduzioni, cinquantacinquemila posti in vendita: questi i numeri del Romaeuropa Festival 2005 presentato a Roma il 31 maggio scorso. Dal 30 settembre al 27 novembre Roma darà vita a una grande kermesse all?insegna dell?arte e dello spettacolo. E? la ventesima edizione della manifestazione che, tra importanti ritorni e nuovi talenti, animerà il prossimo autunno della capitale. Creato nel 1986 nella splendida cornice di Villa Medici, Romaeuropa Festival in venti anni si è imposto come importante punto di riferimento nella vita culturale capitolina e internazionale. Portando alla ribalta le differenze culturali, coltivando le molte scoperte artistiche e valorizzando la libertà d?espressione come scelta totale, il Festival ha  moltiplicato le collaborazioni con grandi artisti e i centri di creazione contemporanea più prestigiosi, confermandosi uno dei maggiori festival europei.


Ventotto appuntamenti per la ventesima edizione, distribuiti in tutta la città: dal Teatro Palladium, Teatro Olimpico, Teatro Valle, Auditorium Parco della Musica e Brancaleone, luoghi ormai abituali del Festival ai nuovi spazi dell?Auditorium Conciliazione, Accademia d?Ungheria, Fiera di Roma fino all?ippodromo di Tor di Valle che ospiterà l?evento d?eccezione del Romaeuropa Festival 2005: il ritorno di Bartabas che alla testa della tribù Zingaro darà il via alla manifestazione con un magico rito dedicato al Tibet. Con i suoi cavalli e le sue apparizioni incantate, la compagnia di teatro equestre più prestigiosa del mondo ci restituirà la forza e l?immaginario di un popolo mistico, con la scenografia sonora delle voix de buffles ad evocare antichi miti e affascinanti demoni della tradizione tibetana.

Tra gli artisti che hanno segnato tappe importanti nella storia del Festival, tornano Romeo Castellucci e la Societas Raffaello Sanzio con Marseille, X Episodio della Tragedia Endogonidia; Lloyd Newson e i DV8, che esplorano l?importanza e il significato dell?apparenza in un mondo dove sembrare è più importante che essere; Josè Montalvo e Dominique Hervieu, con balletti classici, danze africane e hip hop che ci restituiscono l?estetica settecentesca del piacere sulle note di Rameau.


Il Festival poi celebra il decimo anniversario della fine dell?apartheid raccontando l?evoluzione politica e sociale del Sud Africa con nove cortometraggi di William Kentridge e con l?energia ritmica delle danze sudafricane di Via Katlehong Dance, giovanissima compagnia di Johannesburg.

L?aspetto concettuale della danza è rappresentato dal coreografo e ballerino italiano Emio Greco, che dopo aver incantato il pubblico romano lo scorso anno con la trilogia dedicata alla dialettica tra razionalità e istinto, torna con Conjunto di NERO, la tappa successiva del percorso artistico avviato con il regista olandese Pieter C. Scholten.

Il potere e i rapporti di forza sono al centro delle creazioni di Caterina Sagna e di Teatrino Clandestino. Caterina Sagna, coreografa italiana notissima all?estero, mette in scena le dinamiche del potere attraverso la danza con uno spettacolo dal titolo provocatorio Heil Tanz!, mentre Teatrino Clandestino indaga la natura umana tra coscienza e rifiuto di coscienza, inclinazione alla violenza e subordinazione ai comandi, attraverso la rielaborazione degli esperimenti dello psicologo statunitense Stanley Milgram.

Si conferma la vocazione del Festival all?incontro tra i molteplici linguaggi dell?espressione artistica: in Perfet Partner, surreale rappresentazione del valore simbolico delle auto nella cultura americana nato dal genio visionario di Tony Oursler e della musicista Kim Gordon; nel lavoro di Katarzyna Kozyra, che affronta con un progetto multimediale i temi più spinosi dell?esistenza contemporanea; nella creazione di Andràs Juhàsz che unisce tre performer reali in uno digitale, come metafora della complessità e della molteplicità dell?esistenza umana: e infine in D?est en musique, racconto di un viaggio ad est, dove il violoncello di Sonia Wieder-Atherton dialoga con le immagini malinconiche della cineasta Chantal Akerman.


La necessità di interrogare il presente ci porta agli incontri con Peter Sellars e Bartabas, che ci faranno riflettere sulle sfide multi-culturali del nostro tempo, mentre Patrice Chéreau ci condurrà attraverso un monologo tra le pagine inquiete di Dostoevskij.

Anche quest?anno Romaeuropa porta sulla scena della capitale alcuni tra i nomi più prestigiosi del panorama musicale contemporaneo: dai guru dell?elettromusic come Aphex Twin, Ryuichi Sakamoto e Alva Noto, alla bizzarra Vegetable Orchestra (che utilizza strumenti musicali ricavati da verdure), da Zongamin a Golan Levin. Un omaggio speciale sarà dedicato a Giacinto Scelsi, indimenticabile compositore del Novecento, pioniere nel trapiantare il seme orientale nella musica contemporanea italiana. E consolidando una tradizione, il 27 novembre conclude il Festival per il terzo anno consecutivo Festa Elettronica invadendo le tre sale dell?Auditorium Parco della Musica con suoni, istallazioni, dj set e artisti del calibro di Markus Stockausen, Martux M, Asian Dub Foundation, Scanner e tanti altri.

 

 

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