ANDREA CERRETI



L?Hotel Massimo d?Azeglio, dalla facciata in puro stile umbertino, si trova a Roma, sulla centralissima via Cavour. Di proprietà della famiglia Bettoja, l?hotel ha una bella storia da raccontare che risale al 1875, quando Maurizio Bettoja, commerciante di vini piemontesi, acquistò il pianterreno del palazzo per fare un ristorante che era apprezzato anche all?epoca e dei locali che ospitarono i primi pellegrini del Giubileo di quell?anno. Il figlio Angelo intuì però, che al di là del ristorante che era molto frequentato e della cantina che forniva vini a tutto il quartiere, si poteva allargare il business. Pensò di tramutare l?intera palazzina in albergo e acquistò nel 1878 il resto del palazzo per iniziarne la trasformazione. All?inizio erano solo camere in affitto che negli anni ebbero le necessarie modifiche andando al passo con i tempi, fino alla definita tramutazione nell?albergo di oggi che dispone di 197 camere tutte arredate in uno stile tradizionale ispirato al barocchetto piemontese. Tutte le stanze sono insonorizzate, considerata anche l?ubicazione su una strada molto trafficata, hanno aria condizionata regolabile individualmente e tutti i moderni comfort di oggi. Frequentato da ospiti illustri, vanta un?importante collezione di stampe e dipinti risorgimentali.


Nel frattempo il ristorante che si affaccia su Via Cavour, continuava la sua attività con una fama che gli veniva anche dalla cantina. Definita oggi ?cantina storica?, è situata nel sottosuolo dell?albergo Massimo D?Azeglio in una vera e propria grotta, arredata con spartani tavoli di legno e con la collezione di migliaia di bottiglie di vini pregiati italiani e francesi, tra le quali alcune risalgono all?inizio del secolo ventesimo.

Per far conoscere la particolare grotta, è stata organizzata una cena per la stampa nella cantina del Massimo d?Azeglio, dove i giornalisti, ospiti della famiglia Bettoja, hanno potuto godere di una serata all?insegna della particolarità e dell?eleganza, del buon cibo ma, soprattutto, del buon bere.

Anche la cantina ha la sua storia. Durante la seconda guerra mondiale l?albergo fu occupato dalle truppe tedesche. Per difendere e proteggere l?importante riserva di bottiglie di vino, parte della cantina fu murata, mentre una parte rimase aperta a disposizione. Nella parte murata che non fu mai scoperta, furono salvata migliaia di bottiglie di vino che oggi sono delle rarità. Citiamo in particolare tra i bianchi francesi di Bordeaux il Bardac la Bergerie Rothschild del ?62. Tra quelli di Borgogna lo Chablis Barton Guestier Cote d?Or  del ?70. Tra i rossi di Bordeaux lo Chateau  Latour Gran Cru Pouillac  Médoc del ?52, ?53 e ?55; lo Chateau Mouton Rothschild del ?52 e del ?56; lo Chateau  Margaux Grand Cru del ?58 e La Bergerie del ?64. Tra le vere rarità il Chianti Brolio Ricasoli delle annate 1918, 1923,1929 e del 1943 ed il Malaga Conte Alvarez de la Castilla del 1875.


Se nella cantina un tempo si beveva solo del buon vino accompagnato da qualche formaggio tipico, oggi è un ricercato luogo per eventi particolari, degustazioni di vino e cene a lume di candela. La cantina storica si può prenotare anche per cene e feste private.

Fanno parte dei Bettoja Hotels anche l?hotel Nord Nuova Roma, 3 stelle situato in via G. Amendola 3, l?Hotel Atlantico, 4 stelle e l?Hotel Mediterraneo 4 stelle, tutti ubicati in Via Cavour. Fa parte del gruppo anche il Relais Certosa di Firenze. Complessivamente la famiglia Bettoja gestisce 900 camere. Attualmente il presidente del gruppo è Angelo Bettoja grande viaggiatore e gourmet.

 

 

 

                                        

 

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