GIOVANNA LA VECCHIA



Giovedì 9 marzo alle ore 15 la ?Corsa delle Donne? all?Ippodromo Tor di Valle, organizzata in occasione della Festa delle Donne, ha dato il via al progetto dal titolo ?L?ippica in rosa?, iniziativa promossa dalla società Ippodromi & Città per verificare la presenza femminile nel mondo del cavallo da corsa e per accertare le potenzialità e le capacità peculiari che le donne possono offrire allo sviluppo dell?ippica italiana.

L?iniziativa proseguirà con la redazione e distribuzione di un questionario tematico che sarà fatto pervenire a tutte le donne che, a vario titolo, operano in campo ippico. Le risultanze della indagine conoscitiva saranno raccolte e successivamente illustrate e commentate durante la Tavola Rotonda programmata ad Agnano alla vigilia della 57^ Edizione del Gran Premio Lotteria di Agnano (6 maggio).

All?incontro prenderanno parte le protagoniste dell?ippica, esponenti del mondo politico, culturale, dello spettacolo e delle maggiori associazioni femminili nazionali.

 

La ?Corsa delle Donne? a Tor di Valle è stata la seconda ? Premio Samusa ? mt. 2040 ? Reclamare. In nove al via dietro le ali dell?autostart: Maria Laura Lo Nano con Eike MP, Isabella Mancini con Comelit, Francesca Croce con Dottor Maisto, Anna Luongo con Dirk FA, Lucia Pasqualini con Burgane SM, Gabriella Poggiani con Brayon, Anna Tommaselli con Berceto, Elena Cossar con Elenia OM, Marcella Greco con Digital Duke

 

Vincitrice della corsa è stata Maria Laura Lo Nano, palermitana figlia d?arte. Seconda Francesca Croce la ventisettenne romana allieva guidatrice della scuderia Paolo Carta. Terza classificata Isabella Mancini, quarantatreenne romana, gentleman driver, veterinaria, proprietaria di una scuderia insieme al marito il noto Antonio Storti, ex cavaliere di salto a ostacoli, eccellente driver.

Subito dopo la Corsa delle Donne, si sono presentate in pista le bambine allieve della scuola di minitrotto che hanno corso il Premio Mimosa con i pony trottatori dello Yearling Club Tor di Valle.

Vincitrice Giusy Savarese con Smedens Fanfar, a seguire Martina De Juliis con il campione Billy The Kid, terza Valeria Bernardi alla guida di After Eight.


Per la ricorrenza l?Ufficio Stampa ha predisposto e distribuito una serie di interviste ad alcune tra le donne (allenatrici, driver, proprietarie, amazzoni, allevatrici, artieri) che operano nella realtà professionale romana. Sono donne che hanno dedicato e dedicano quotidianamente la loro vita ad un lavoro durissimo e difficilissimo, in un ambiente quasi esclusivamente maschile, nel quale farsi spazio ed affermarsi è una impresa che richiede un grande impegno fisico e mentale. Infatti l?ippica e l?equitazione sono le uniche discipline sportive in cui uomini e donne possono gareggiare insieme (con cavalli e cavalle), trovandosi quindi a confrontarsi sullo stesso livello, nonostante le significative diversità fisiche.

Sono storie particolarmente profonde, spaccati di vita di donne forti, energiche e coraggiose, che non hanno esitato neppure un attimo nel perseguire il loro sogno, la loro passione e che con convinzione e determinazione hanno sfidato i luoghi comuni, i pregiudizi, le diffidenze. Sono donne che affrontano ogni giorno una realtà ed una quotidianità che non le risparmia, anzi le sottopone a dure prove. Sono donne che, in ogni caso, hanno vinto perché, sia pure ad un prezzo altissimo, sono riuscite ad imporsi in un mondo che spesso non è generoso e non è gratificante.

Le donne driver e le jockette, le dame del trotto e del galoppo, suscitano tutt?oggi curiosità e scalpore per la loro scelta di avventurarsi in un mestiere da sempre considerato un mestiere da uomini. Il pubblico assiste entusiasta, anche se un po? diffidente, alla sfida sportiva tra uomini e donne, con anime e corpi differenti, con una forza fisica e mentale diversa, ma con uguale tenacia e uguale atteggiamento, con la stessa voglia di vincere e di tagliare il traguardo, di arrivare prima di tutti gli altri.


?Il fatto di essere donna per me è stato contemporaneamente un vantaggio ed uno svantaggio? scrive Silvia Talpo la driver padovana capace, affermata e ricca di talento ?inizialmente un vantaggio perché ero sempre al centro dell?attenzione, poi però passato lo scalpore e la curiosità iniziale è diventato uno svantaggio perché la diffidenza nei confronti di una donna che fa il mio mestiere rimane, nonostante in tutte le realtà ippiche ed anche in quella italiana, le donne dimostrino ogni giorno di potere competere sotto tutti gli aspetti con i colleghi di sesso maschile?.

La calma, la sensibilità e l?accondiscendenza i punti di forza, i vantaggi, le doti di una driver che compensano la diversità con l?uomo sul piano fisico e portano ad ottenere risultati nel tempo, oltre a quelli immediati nei tre minuti di durata di una corsa.

 

Sono mamme amorevoli, mogli premurose, manager efficaci e valide, sportive grintose, donne con uno spiccato senso ironico, sognatrici, romantiche, cariche di speranze per un futuro migliore da vivere in quel mondo che amano con garbo e discrezione, sono donne concrete che mirano dritto al traguardo in pista e nella vita.

 

 

 

 

 

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