CLARA DI MEGLIO


Il prezioso Duomo di Orvieto

Orvieto è tra le città d?arte italiane note universalmente per le sue bellezze artistiche. La cittadina umbra in provincia di Terni, si erge su un colle a oltre 300 metri, ma le sue origini sono etrusche, poi stazione  romana, contea longobarda, e  possesso della Chiesa, migliaia di turisti vengono ad ammirare tra l?altro il suo prezioso Duomo, con la  bellissima facciata  e all?interno il famosissimo Giudizio Universale, gli affreschi nella cappella di S. Brizio di Luca Signorelli della fine del 1400. E come non ricordare l?ingegnoso  Pozzo di San Patrizio, cui attingeva l?acqua la popolazione sotto assedio e per questo resistette all?assalto dei nemici. Oggi la città umbra accoglie i turisti con molte manifestazioni e itinerari, anche un ?viaggio nella città sotterranea? dove si scopre un prezioso serbatoio di informazioni non solo geologiche ma anche artistiche e archeologiche. Nel centro storico medioevale della rupe e in basso i turisti hanno a scelta  alberghi ma anche agriturismi e Bed&breakfast come Casasèlita, un antico casale su un insediamento etrusco. La prima casa fu costruita nel 1700 dalla trisavola  degli odierni proprietari, dall?insolito nome Selita, che hanno voluto ricordare nella struttura ricettiva. Quattro stanze da letto doppie o matrimoniali, ognuna col proprio bagno, terrazzino e accesso diretto dal giardino. C?è anche l?orto, un ampio giardino e cento piante di  ulivo, i proprietari Selita, Ennio ed Elena,   accolgono gli ospiti nella loro casa per un fine settimana o soggiorni più lunghi, Ennio, esperto in botanica e micologia, ed esperto sommeiller, può  accompagnare i turisti nelle escursioni in campagna alla scoperta di piante e funghi. Numerosi gli sport praticabili nella zona.

Il Pozzo di San Patrizio
 Ma Orvieto è anche il nome di  un famoso vino. Arte ed enogastronomia quindi ben si sposano in un binomio sempre più appetibile in questi ultimi tempi per il turismo nazionale ed internazionale.

 A Orvieto nel centro storico medioevale l?antico convento di San Giovanni, ristrutturato nel 1999 con il contributo della Regione è proprietà della provincia di Terni, Comune di Orvieto e Comunità Montana, e dal 2002 è sede del Palazzo del Gusto. Una struttura pubblica per la promozione della cultura eno-gastronomica. Qui vengono organizzate periodicamente numerose manifestazioni, cicli di conferenze culturali. Nei sotterranei del Palazzo del Gusto ha sede l?enoteca regionale, unica enoteca pubblica.

Orvieto è tra le  fondatrici delle CittàSlow, in contrapposizione al ?fast? in cui siamo immersi. Nate nel 1999, sono 55 in Italia e 70 in altri Paesi, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, una rete internazionale delle città del buon vivere. Possono associarsi i Comuni a di sotto dei 50 mila abitanti che mantengono alcune caratteristiche tra cui una politica ambientale, di salvaguardia delle produzione autoctone, di  accoglienza e ospitalità, e così via, come è detto nella carta costitutiva firmata da Carlo Petrini fondatore e presidente di Slow Food, e i sindaci delle città  fondatrici Bra, Greve in Chianti, Orvieto e Positano.

Porta Maggiore
Ogni città può realizzare i suoi obiettivi attraverso una capillare azione con riferimenti agli articoli costitutivi. A Orvieto, dove è stato realizzato il Palazzo del Gusto, come ci ha detto il suo direttore  Piergiorgio Oliveti, tra i progetti presto operativi sono previsti la Cucina didattica, una grande cucina di 120 mq. per insegnare come abbinare il cibo al vino, poi A scuola in fattoria, un?azienda agricola che si apre ai bambini e ragazzi offrendo laboratori per far conoscere la vita del lavoro in campagna. Alla Fattoria didattica vengono le scuole sia elementari che superiori, e i laboratori sono formulati come griglia aperta da modulare con gli insegnanti delle singole classi. I laboratori , che durano da mezza o una giornata, sono pensati come viaggi di esperienze per riscoprire il territorio e la sua cultura, per riappropriarsi dei cicli biologici naturali e per sensibilizzare i partecipanti alla cura dell?ambiente e di sé.  Qualche esempio esplicativo: Giallo, sole, grano, pane, un percorso segue la filiera del pane dal chicco alla nostra tavola, La Via Lattea, dalle stalle alle stelle: che profumo ha il latte appena munto? Quale è il sapore del latte cagliato? Attraverso la conoscenza degli animali che ci danno il latte, e dei metodi naturali di allevamento gli studenti vengono coinvolti nell?intero processo di caseificazione. E poi la gallina e l?uovo, l?ape e il miele, la pecora e la sua lana, e così via. Tutto il mondo agricolo aperto alla conoscenza.

Al Palazzo del Gusto si susseguono varie manifestazioni, abbiamo assistito alla conferenza e degustazione ?Conosci le grappe del Trentino?, con il ? cioccolato equo e solidale?. Dall?Africa, Bolivia e Repubblica Dominicana sono arrivate le tavolette di cioccolato per far conoscere la realtà di paesi a noi lontani ma bisognosi della nostra attenzione. A Orvieto c?è l?associazione Piano terra, con molti volontari, e la Bottega del Commercio Equo che promuove, valorizza e offre prodotti del commercio equo e solidale, ottenuti nel rispetto dell?ambiente e dei diritti della persona.

Bacchus
Per la grappa e? venuta a raccontarci l?antica storia della distillazione Livia Bertagnolli, erede dell?omonima Premiata Distilleria di Mezzocorona in provincia di Trento, un?azienda familiare che risale al 1870, che mantiene il rispetto della tradizionale distillazione in alambicco discontinuo ?a bagnomaria? che resta pur sempre il sistema più sicuro per ottenere prodotti al alto livello. Livia Bertagnolli ha parlato con competenza dei processi che sovrintendono alla distillazione, dall?arrivo delle vinacce in azienda al mastro distillatore, all?uso dell?apparecchio distillatorio (in azienda vi sono 6 alambicchi alimentati a vapore), alla gradazione del prodotto finito 42 gradi, alle temperature cui va servita la grappa, tra i 12 e 14 gradi, inferiori naturalmente in estate. Importante la provenienze delle uve, dalla pluralità dei vitigni, dalla diversità e carattere delle vinacce si possono ottenere grandi grappe. Un argomento interessante anche per i non per addetti ai lavori. Abbiamo appreso che per un ottimo prodotto sono necessari un?ottima materia prima, e il Trentino è terra di vini, la distillazione in alambicchi di rame, ottimo conduttore di calore, il vapore come sistema elettivo nel metodo discontinuo a bagnomaria e naturalmente la mano dell?uomo che mette passione e competenza nel suo lavoro.

Il Bed&breakfast Casasèlita
 
Abbiamo così appreso che vi sono le grappe giovani, bianche, invecchiate, ambrate,  aromatiche o secche, e gli abbinamenti con le diverse specialità gastronomiche. La Bertagnolli produce 500 mila bottiglie di grappe l?anno, una detta Decem, invecchiata 10 anni in barrique.

E per sfatare il detto che la grappa è bevuta solo dagli uomini è nata anche l?associazione Donne della Grappa, con sede a Brescia, produttrici, operatrici e tecniche del settore, gestori di locali pubblici ed enoteche che, promuovendo varie attività anche di informazione, porteranno anche altre donne a saper apprezzare questo prodotto italiano cui la Commissione Europea ha riconosciuto con marchio di qualità. Tra gli obiettivi dell?associazione, rivolto alle comuni consumatrici, vi è scritto  ?per il gusto di esserci e per il piacere di incontrarsi?.