ANGELO LO RIZZO


Cetica
    

     Raggiolo e Cetica : due piccoli paesi di montagna , ubicati sulle pendici del Pratomagno Casentinese, di cui la maggioranza degli italiani ignora perfino l?esistenza. Ebbene è giunto il loro momento di notorietà. Infatti la Comunità Montana del Casentino , facendosi promotrice del progetto ?Boschi ad arte?, ha scelto proprio queste due piccole entità per l?attuazione del progetto stesso. La prima, Raggiolo, è stata scelta per il suo tunnel d?accesso al paese, realizzato per evitare che la collina franasse sulla strada; la seconda, Cetica, è stata scelta a causa di un piccolo ponte risalemte ad epoca romana, ormai in cattivo stato di manutenzione.
     Ma procediamo con ordine: che cos?è il progetto ?Boschi ad arte?? Si tratta di un?iniziativa maturata e concretizzata nell?ambito dell?Ecomuseo del Casentino, finalizzato all?interpretazione, alla valorizzazione ed alla comunicazione del patrimonio culturale locale nei suoi diversi aspetti materiali ed immateriali. La filosofia di intervento si ispira all?idea del ?cantiere?, quale luogo pubblico di creatività e confronto interdisciplinare e flessibile, allo scopo di promuovere momenti di scambio e comunicazione tra le comunità locali e gli artisti, tra i saperi tradizionali ed i nuovi linguaggi dell?arte contemporanea.

Istallazione ponte
    
     Sono stati dodici gli artisti chiamati da Giappone, Francia ed Italia, selezionati in funzione dei loro curriculum artistici, che dopo aver soggiornato nei due paesi hanno poi formulato un progetto per ciascuno dei due temi. Il primo tema ?Il tunnel di Raggiolo?, ossia la riqualificazione del paesaggio. L?arte contemporanea come strumento per reinterpretare, riproporre e ripensare il presente, Il secondo tema ?Il ponte di Cetica?, ossia il recupero della storia. L?arte contemporanea come strumento per comunicare il passato, per interrogarsi sul valore della salvaguardia del patrimonio locale.

     L?iniziativa che si inserisce nell?ambito della rete regionale TRA ART attraverso un?operazione mirata di riqualificazione territoriale centrata sul tema dell?arte ambientale, intesa come momento di dialogo fra paesaggio e ricerche artistiche contemporanee, come scambio di esperienze fra artisti e comunità locali, tra cultura ed identità.

Tunnel
    
Insomma, una nuova prospettiva che accosta l?arte contemporanea al patrimonio culturale locale, attivando nuovi punti di vista e stimolando l?interazione diretta fra artisti e residenti. La cultura materiale del bosco e della sua produzione, fatta di fatica, colori e sapori, di radicamento e di sogni di fuga, da scoprire e ri-scoprire accanto ad un?opera contemporanea. Non però una scultura ornamentale o il classico monumento, ma qualcosa di più strutturata complessità operativa dialogante con il paesaggio e soprattutto con le più recenti ricerche artistiche contemporanee.

     Il ponte, il tunnel come metafore della comunicazione tra passato e presente, fra vicino e lontano. Siano essi pregevoli testimonianze del passato o episodi della modernità da riqualificare, questi manufatti rappresentano dei momenti di messa in contatto, spazi di confine e quindi luoghi privilegiati di sperimentazione per confrontarsi sui temi della ?contaminazione? e del dialogo tra ?genti, generi e generazioni?.


     Un motivo in più, quindi, per visitare il Casentino : qui il turista sarà attratto da monumenti di interesse artistico, religioso e storico , sarà rallegrato dalla salubrità dell?aria, dalla festosità della terra che si esprime nelle numerose mete enogastronomiche famose per ogni ghiotta esigenza, e sarà affascinato dalla ridente quiete di un paesaggio che ricrea e tonifica lo spirito ed il fisico in serenità di spazi, di luci, di colori in accogliente e cordiale ospitalità.


    
Una nota di Luciano Di Rosa

 

 

 

Quel ponte romanico vecchio di secoli non si regge piu? da solo. Evidentemente e? stato troppo trascurato, forse perche? non e? piu? indispensabile come prima. Quei  pochi che lo conoscono gli fanno visita raramente e si avvia a morire di solitudine e vecchiaia. C?e? bisogno di aiutarlo a tenersi su! Quindi, per scaricarmi dai sensi di colpa la mia mano ce la metto?e la ricopro di specchi per farle prendere gli stessi colori del torrente, degli alberi e delle rocce, sia di giorno che di notte, per non invadere.

La colloco sotto al ponte, per incoraggiarlo a non lasciarsi cadere.

Ma soprattutto la colloco li? per chiamare rinforzi, per far si che a quella si aggiungano altre mani (e magari anche qualche soldino) per tenerlo su. In questo modo ci andra? piu? gente in quel posto isolato e chi ci andra? per conoscere la mano conoscera? anche il ponte, cosi? il ponte avra? nuovi amici che potranno aiutarlo a non crollare. E, male che vada, se proprio la sorte del vecchio ponte non interessera? a nessuno, finiranno col tenersi compagnia, fin quando lui non le crollera? addosso?

    


Comunità Montana del Casentino

Via Roma,203

52013 PONTE A POPPI (Ar)

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