Testo e Foto di SALVATORE SCIRE’


Palazzo Reale di Queluz

Giungere a lisbona di notte può essere un?esperienza emozionante: l?aereo, infatti,  sorvola a bassa quota una striscia scura che scorre lenta: è il fiume Tago, che qui tocca una larghezza di circa tre chilometri. sulla riva nord, ecco apparire all?improvviso un fantasmagorico vortice di luci: sotto l?oblò, in un?atmosfera quasi surreale, scorrono in rapida successione palazzi illuminati, chiese, monumenti eleganti. Dal punto di vista altimetrico, Lisbona ha la caratteristica di apparire come adagiata interamente su un dolce e vasto declivio, che scende giù, in realtà, la città  sorge su sette colli, proprio come Roma. Non a caso, i portoghesi, fieri della loro latinità, tengono molto a quest?analogia. Secondo la leggenda, la città sarebbe stata fondata da Ulisse, durante il suo girovagare tra i mari; anzi, dall?eroe greco avrebbe addirittura preso l?antico nome, Ulissipona. Pochi chilometri più avanti, il fiume si congiunge con il mare, l?Oceano Atlantico: entrambi fanno parte della natura più intima del Portogallo e della sua storia: proprio dalle rive del Tago ? scheggia liquida dell?oceano incuneata nel continente – partivano i grandi navigatori che hanno fatto la storia della nazione, gli eroici scopritori di terre lontane. 
    
casa tipica di Alfama,
vista dal Castelo de Sao Jorge

Un grande scrittore contemporaneo come José Cardoso Pires, descrive Lisbona addirittura come ?la città-nave, con strade e giardini, dove anche la brezza che soffia mi sa di sale?; mentre  José Saramago, altro famoso romanziere portoghese, afferma: ?qui il mare finisce e la terra comincia?, enfatizzando così un confine ideale e fantasioso. In effetti,  i portoghesi si sono sempre sentiti un popolo di frontiera, quasi le sentinelle d?Europa, ma destinati a guardare a occidente, aldilà dell?atlantico, seppur con un occhio anche a oriente, verso l?Oceano Indiano. Si capisce così perché, a Cabo da Roca, il punto più estremo del continente e che si trova  proprio nei dintorni della capitale lusitana, ai turisti venga ?rilasciato? un simpatico diploma, in cui è scritto: ?caro turista, in questo momento tu sei il cittadino più occidentale d?Europa?.

Museo dos Coches
    
Lisbona si presenta agli occhi del visitatore come una città di impronta essenzialmente settecentesca; e per un motivo tanto semplice quanto drammatico: nel 1755, infatti, la città venne quasi interamente distrutta da un violento terremoto, che causò anche migliaia di vittime. L?allora ministro dell?interno, il marchese di Pombal, ebbe il grande merito di avviare la ricostruzione della città con grande energia e celerità: nacque così la cosiddetta ?città pombalina?, ossia quella che oggi costituisce quasi tutta la parte centrale di Lisbona, la baixa, che va dalla praça dos restauradores fino alla candida e luminosa praça do Comércio (che i lisbonesi  chiamano anche terriero do paço), passando per la praça dom Pedro IV, detta comunemente Rossio. Il marchese di Pombal viene giustamente ricordato con un bel monumento nell?omonima piazza, situata in cima all?avenida da liberdade, ai piedi della verde e suggestiva salita del parque eduardovii, dalla cui sommità si può ammirare tutto il centro storico della città, fino alle acque del Tago. Per visitare la parte monumentale di Lisbona,  antecedente il terremoto, dovremo spostarci fuori centro, per l?esattezza nella zona di belém: qui ci attendono autentici capolavori realizzati in gotico-manuelino, uno stile architettonico tipicamente portoghese, sviluppatosi nel cinquecento, che prende nome dal re Don Manuel I, che ne fu convinto sostenitore.  Una fantastica esplosione di merletti in pietra rende leggero e gradevole tutto il maestoso complesso monumentale, che comprende il monastero dei Jerónimos e i musei archeologico e della marina; la chiesa di Santa Maria, poi,  costituisce uno splendido esempio di architettura: la sua volta spettacolare è sostenuta da agili colonne ottagonali, che creano un inconsueto effetto di spazialità e di luci. All?interno del monastero, poi, non manca di stupirci un chiostro eccezionalmente bello, con la sua volta, le sue arcate moresche, le sue decorazioni, che illustrano foglie, animali esotici e motivi marinari.
    
Torre de Belém
    
A poche centinaia di metri,  ecco i florilegi in pietra che ornano la Torre de Belém, costruita intorno al 1520 e protesa nell?acqua del Tago, a simboleggiare un?ardita caravella che salpa alla scoperta del mondo! Infatti, da questo punto partivano le esili navi con cui i grandi navigatori portoghesi, come Magellano, Vasco da Gama o Pedro Alvares Cabral, si avventuravano verso l?ignoto degli oceani, per compiere quelle eroiche gesta marinare che Luis de Camões, il grande poeta epico portoghese del Cinquecento, volle cantare nel suo grande poema nazionale Os Lusíadas. a poca distanza, sempre a Belém,  gli eroi del mare sono ricordati insieme all?infante Enrico il navigatore, (terzogenito del re Don João I) in un monumento recente ma già famoso, il padrão dos descobrimentos,  ai piedi del quale è stata anche realizzata una gigantesca rosa dei venti in pietra colorata. Nelle vicinanze, ricordiamo anche il palazzo di Belém, che oggi ospita il capo dello stato, e il palazzo dell?ajuda, che vanta un bel giardino botanico, oltre al museo delle carrozze.

La presenza dei sette colli ha fatto in modo che la città assumesse una particolare conformazione, spesso fatta di saliscendi, a volte anche molto ripidi; caratteristica che ha favorito lo sviluppo di ?mezzi di trasporto? piuttosto inusuali, come gli elevadores (o ascensori). Il più raffinato, firmato addirittura dall?ing. Eiffel (lo stesso della omonima torre parigina)  è quello di Santa Justa, costruito in elegante ferro battuto, che dalla centralissima Rua Aurea (a poche decine di metri dalla centralissima Rossio) consente di salire al sovrastante Largo do Carmo, la chiesa distrutta dal terremoto, di cui sono rimasti solo pochi ma affascinanti ruderi.
    
il famoso tram 28, che
attraversa tutto il centro storico

    
Dalla sommità dell?elevador de Santa Justa (vi sono anche un bar e un ristorante panoramici) si può godere una vista mozzafiato sulla città. Da Largo do Carmo, si può raggiungere in pochi minuti lo Chiado, raffinato ed elegante quartiere commerciale, pulsante di vita e di boutiques griffate, ma anche di librerie storiche. Un altro divertente elevador è quello detto da glória, che da piazza Restauradores porta su, al belvedere di São Pedro de Alcântara  e quindi al Bairro alto: in questo caso, l?elevador è costituito da un grosso tram, dalla strana forma, che va su e giù grazie a un sistema di trazione a cremagliera.

Visto che parliamo di mezzi di trasporto, va detto che oggi Lisbona è a buon diritto orgogliosa soprattutto della sua metropolitana, costruita e potenziata negli ultimi anni: ma va sottolineato che tutte le stazioni sono state trasformate in piccole opere d?arte, tutte una diversa dall?altra, con pitture, mosaici, scritte, veramente originali! Da visitare!

sempre in tema di mezzi di trasporto, non possiamo non menzionare il mitico 28, che, a Lisbona, non è un numero qualsiasi, ma una linea tranviaria quasi simbolo della città: il tracciato, infatti, attraversa tutto il centro storico e sembra essere stato studiato espressamente per il turista. Partendo dal capolinea di Prazeres, nella parte alta oltre la basilica della Estrela, il tram (che qui chiamano eléctrico) scende verso la Baixa (nella parte compresa tra Rossio e praça do Comércio), ne taglia le vie parallele e quindi si inerpica di nuovo verso il quartiere di Alfama, passando prima davanti alla chiesa di sant?Antonio (costruita sulla casa natale del taumaturgo), quindi accanto alla cattedrale romanica (la ); e poi lambendo il suggestivo Miradouro de santa Luzia (una piazzetta decorata di azulejos, da cui si gode un?incantevole vista sul quartiere di Alfama e sul Tago).
        
Praça da Figueira,
sullo sfondo il Castelo de Sao Jorge

        
Il tram tocca quindi le vicinanze del castelo de São Jorge,  costruito dai visigoti nel XII secolo: tappa obbligata, per l?incantevole posizione panoramica e per ammirare i magnifici pavoni che vivono qui liberamente. La linea tranviaria ci condurrà quindi davanti alla magnifica chiesa di São Vicente de Fora, (oltre ai numerosi e preziosi pannelli in azulejos, vi si può ammirare il Pantheon, dove sono sepolti i sovrani portoghesi). E infine il nostro tram raggiunge l?altro capolinea, in largo Martim Moniz, che sovrasta la centralissima piazza Rossio dall?alto di un?altra collina. In altre parole, la linea 28, pratica e pittoresca, si rivela un mezzo di trasporto ideale e divertente, che ci consente di spostarci con facilità e di raggiungere così i punti più caratteristici della città, tra l?altro a stretto contatto di gomito con i lisbonesi, di cui potremo apprezzare la cortesia e l?ospitalità. 

Lisbona è una città di atmosfere, di odori, di suoni! Una città da assaporare giorno per giorno, mischiati tra i suoi abitanti per cercare di viverla come uno di loro: fermandosi a bere un bicchierino di ginjinha (liquore di ciliegie) in un tipico bar oppure facendo colazione in piazza Rossio, alla pastelaria Suiça, a base di sublimi  torradas (fette calde di pane speciale, con burro salato spalmato sopra). Oppure vagando tra i pittoreschi vicoli di Alfama, il quartiere  popolare che dal castelo de São Jorge digrada verso il Tago: tra i vicoli vi stupirà un invitante odore di sardine fritte, che emana da qualche osteria;da una finestra una voce accenna appena un fado; e qualche venditore ambulante ?grida? la qualità delle sue merci, quasi cantando. Si potrà mangiare dell?ottimo pesce fresco in ristoranti di alto livello, come il  Gambrinus  oppure ? in omaggio alla cultura ?  si deciderà di pranzare da Martinho da Arcada, il ristorante di Fernando Pessoa, che si trova proprio sotto i portici di praça do Comércio. Ma è altrettanto divertente fermarsi in una rosticceria, per assaggiare al volo i gustosissi rissois de camarão (specie di crocchette di gamberetti) o i classici pastéis de bacalhau (polpette di baccalà). Potremo anche prendere un caffè (qui l?espresso lo chiamano bica e il cappuccino galão) in pieno chiado, nel famoso bar a Brasileira, quello preferito da Fernando Pessoa, che scrisse molte delle sue pagine migliori, seduto ai tavolini di questo splendido locale anni venti stile Art Nouveau!

il chiostro del Mosteiro dos Jeronimos
Anche la notte di Lisbona offre ampia scelta: oggi, probabilmente, la zona di maggior richiamo è rappresentata dalla Doca de santo Amaro: si tratta della vecchia zona portuale, in cui magazzini e depositi sono stati totalmente trasformati in gradevoli ristoranti, bar, pizzerie, o simpatici locali, dove si ascolta musica dal vivo. Chi volesse restare sul tradizionale, potrà optare per una cena in una casa de fado: ad esempio da Luso, nel Bairro alto, dove si potrà assistere a uno spettacolo non solo di fado, ma di folklore portoghese completo, tutto sommato ben fatto, ma un po? troppo turistico. Chi invece preferisse gustare il fado come un portoghese, sceglierà locali più intimi, quali la Parreirinha de Alfama

il palazzo del Marqués da Fronteira,
trionfo dell’azulejo

    
Abbiamo accennato all?azulejo,  la tecnica  decorativa tipicamente portoghese costituita da pannelli di mattonelle tutte dipinte a mano, realizzate in varie tonalità di azzurro (azul, da cui deriva il nome). Ebbene, nelle chiese, nei monumenti, un po? ovunque possiamo trovare superbi azulejos  che raccontano episodi di vita, illustrano eventi storici, creando sempre un effetto estetico del tutto speciale. due sono i punti di riferimento essenziali per poter apprezzare al meglio questa magnifica arte decorativa: il primo è la chiesa madre de deus (un vero e proprio trionfo del barocco e di azulejos) con l?annesso museo dell?azulejo, dove sono esposti lavori di inimmaginabile bellezza. L?altro, che a tanto splendore  fa da adeguato contrappunto, è il Palacio del Marquês da Fronteira, una dimora nobile antecedente il terremoto (1640), ubicata nella periferia nord della città, e in cui l?azulejo raggiunge un?apoteosi totale, fondendosi con statue, fontane, giardini pensili e quanto di meglio si possa immaginare. 
Poco fuori città, da non perdere la visita al Palácio de Queluz, l?antica residenza estiva dei sovrani lusitani. Costruita nel XVIII secolo,  successivamente al terremoto, la reggia ha un aspetto armonioso, grazie al vasto ed elegante giardino all?italiana e ai preziosi interni, tutti di grande interesse artistico, sia sotto il profilo strettamente architettonico, sia per quanto riguarda gli arredi e i gli oggetti esposti. Gli amanti della Lisbona moderna potranno apprezzare, invece, il complesso dell?expo 1998, che comprende l?oceanario (il maggior acquario europeo) e il suggestivo parco delle nazioni,  totalmente ispirato al mare, a ulteriore conferma dello stretto legame che unisce i portoghesi con l?oceano.  Lisbona ci accoglie e ci saluta con le note del fado: le violas (le nostre chitarre)  e le guitarras (le chitarre speciali a dodici corde!) accennano dolci melodie, le stesse che fanno riecheggiare il ricordo di una voce immortale, quella di Amalia Rodrigues; una voce che ha  reso la città ancora più popolare e famosa nel mondo intero!

panorama della Baixa
visto da S.Pedro de Alcantara

    
I DINTORNI DI LISBONA

 

I dintorni della città sono tutti ridenti e pittoreschi, come Estoril e Cascais, località balneari ben frequentate ed eleganti. Gli appassionati del gioco, a Estoril possono trovare in funzione anche un bel casinò. Lungo la costa, vanno ricordati i promontori Cabo Espichel e Cabo da Roca, le cittadine di Setúbal e Sesimbra, la penisola di Arrábida, e, dal punto di vista artistico, la città di Sintra, appena all?interno, dove si possono visitare due maestosi edifici, il Palácio Nacional de Sintra, risalente al XIV secolo, e l?eclettico Palácio da Pena, costruito nel secolo XIX su un picco montuoso, secondo un bizzarro e curioso accostamento di stili architettonici diversi. A chi volesse effettuare delle escursioni più lunghe, consigliamo i monasteri di Batalha, e di Alcobaça o addirittura la fantastica cittadina di Óbidos, ma di queste ultime destinazioni, vale la pena parlarne appositamente in un?altra occasione!

panorama della Baixa
visto dal Castelo de Sao Jorge

    
MUSEI

 

sono aperti di regola dal martedi alla domenica, dalle 10 alle 18.

-          Museu Da Marinha , Praça Do Império, Belém: vi sono custodite antiche navi, strumenti di navigazione, mappe  nautiche  d?epoca.

-          Museu Nacional Dos Coches, Praça Alfonso De Albuquerque, Belém: conserva la più completa raccolta europea di carrozze d?epoca.

-          Museu Nacional  De Arqueologia, Praça Do Império, Belém : raccoglie tra l?altro reperti romani e moreschi.

-          Museu Nacional  De Arte Antiga, Rua Das Janelas Verdes : contiene la maggior collezione di pittura portoghese, con particolare interesse per l?arte sacra, spesso proveniente da chiese e conventi, ma anche numerose opere di artisti europei. pregiata anche la presenza di sculture, argento, porcellana, arte africana e orientale.

-          Museu Calouste Gulbenkian, Avenida De Berna : importantissima collezione di origine privata, poi donata allo stato: abbraccia 4.000 anni di storia, dall?arte egiziana , a quella moderna.

-          Museu Nacional Do Azulejo, Rua Da Madre De Deus 4 : occupa il convento adiacente alla splendida chiesa madre de deus, propone al visitatore pannelli decorativi di eccezionale bellezza, oggettistica varia e traccia infine un?evoluzione di questa straordinaria arte decorativa.

scorcio caratteristico dell’Alfama

 

 

RISTORANTI

al top, troviamo locali prestigiosi, quali il
Gambrinus, rua das portas de santo antão 23 (alle spalle di rossio) ; servizio impeccabile e cucina deliziosa ne fanno una meta ambita.
Pap?açorda, rua da atalaia 57, nel bairro alto; specializzato in pesce.
Faz figura, rua do paraíso 15 b, in pieno alfama, in posizione superpanoramica.
Tagide, largo da accademia nacional de belas artes, elegantissimo, in pieno chiado, con vista mozzafiato sul tago: specialità pesce e cacciagione
O nobre, rua das mercês, 71/a: raffinatissimo locale nella zona di belém, serve pesce e cacciagione.
tavares, rua da misericórdia 37, il più antico ristorante di lisbona: risale infatti al 1784 e, oltre alla particolare atmosfera dell?epoca, mantiene un?alta tradizione culinaria, dalla cacciagione al pesce.
va detto che a lisbona si trovano comunque ristoranti per tutte le tasche e che il livello di cucina è piuttosto buono anche nei locali più modesti.
 

ALBERGHI

in avenida da liberdade, si può scegliere tra il sofitel lisboa e il tivoli lisboa,  entrambi moderni ed eleganti. nei pressi del parque eduardo vii segnaliamo il méridien lisboa (rua castilho 149) e il real parque (avenida l. bivar 67).
    
Praça do Rossio e il Teatro Nazionale
    
SCHEDA:

collegamenti aerei: l?Alitalia collega Lisbona con Roma e Milano, mentre la Tap Air Portugal , oltre che con Roma e Milano, a partire da giugno assicura i collegamenti anche con Venezia. La Portugalia, invece, vola sulle tratte che collegano alla capitale lusitana Bologna, Torino e Milano. fuso orario: in Portogallo vige l?ora di Greenwich, quindi un?ora in meno rispetto all?Italia.

lingua: portoghese, ma sono molto conosciuti l?inglese, il francese e lo spagnolo.

telefoni: funzionano ottimamente i cellulari gsm in roaming internazionale

cosa comprare: ottimi i vini portoghesi in genere. si possono acquistare prodotti di artigianato, quali preziosi manufatti in filigrana d?argento, raffinate ceramiche con splendide decorazioni, oggetti ricamati (bordado). al museo dell?azulejo, si possono trovare riproduzioni in miniature degli eleganti pannelli decorativi esposti. e per finire, una bottiglia di porto e un disco di fado!

info: ICEP ? ufficio commerciale e turistico del Portogallo, Corso Italia 49, 20122 Milano – Tel. +39 02794573 Fax +39 02794622 e viale Liegi 21, Roma, tel. 06.85301081 – www.visitportugal.com

ancora una stradina caratteristica
dell’Alfama

    
IL FADO

 

Letteralmente significa ?fato?, nel senso di destino; un destino ineluttabile, inteso come qualche cosa che è più forte di noi e che ci fa soffrire. E che è strettamente legato al concetto di saudade, una parola intraducibile, che vuol dire tanto cose insieme, come tristezza, nostalgia, ricordo, rimpianto. Grandi amori distrutti, amori impossibili, tradimenti, sofferenze d?amore in genere sono ottimi spunti per i compositori di fado, una forma musicale che probabilmente nasce dalla modinha, un genere melodico tipicamente portoghese. Secondo la tradizione, il fado viene eseguito un complesso composto da una voce solista, da due chitarre (in portogallo chiamate violas) e da due ?chitarre portoghesi? (dette guitarras) a 12 corde, dal timbro molto particolare.

Voce storica del fado tradizionale è stata la grande Amalia Rodrigues, vera e propria ambasciatrice nel mondo intero di questo particolare stile  musicale. Oggi i suoi eredi sono considerati Dulce Pontes e i Madredeus.