LUISA CHIUMENTI



    

Figura di intellettuale geniale e poliedrico, l?ingegnere Domenico Pucci, aveva dimostrato singolari capacità organizzative fin da quando, ancora studente universitario, aveva dato vita ( insieme con l?ingegnere Adolfo Ghisalberti ) al ?Lido Tevere? , il complesso balneare fluviale che aveva affascinato gli abitanti di Umbertide negli anni ?30, con la sua bella spiaggia, le cabine e persino una pista da ballo.

Molte comunque le sue idee in vari campi della creatività; basti pensare al grande  successo che ebbe la sua ?autovettura utilitaria? che, progettata in unico esemplare, si dimostrò subito perfettamente funzionante e funzionale.

E fu nel periodo d?oro della ceramica umbertidese,  ma in un momento assai difficile per l?economia italiana, verso la fine degli anni ?40, che  l?ingegner Pucci seppe  dar vita ad una attività artigianale di altissimo  livello, cui dette il suo nome: le ceramiche Pucci.

La produzione Pucci venne quindi a  identificarsi con un segmento di storia ben preciso, corrispondente a  quegli anni cinquanta che quelle ceramiche  in effetti seppero rappresentare, particolarmente nello spirito di ricerca e nella spinta verso la ricerca del nuovo.

Tre le fasi principali in cui si è articolata la vita delle Ceramiche Pucci, mantenendo costante una pratica artigianale di sicura qualità, pur sempre incastonata  in un contesto produttivo moderno.


    
Così, ad un momento iniziale che percorre l?arco tra la  fondazione e i primi anni cinquanta, seguirà un periodo centrale che, procedendo fino al 1958 (data del passaggio dalle Ceramiche alle Maioliche Pucci) giungerà ad  una fase finale che porterà, nel 1962, alla cessazione dell?attività.

E se la prima fase appare legata, per quanto riguarda i linguaggi,  alla tradizione della Ceramica Rometti, nella sobrietà di forma e decorazione, con motivi geometrici, fasce parallele, colori ridotti,  nella seconda fase ( più lunga e nutrita), appare uno stile originale che segna il successo internazionale della manifattura, con forme fantasiose e morbide, smalti vivaci, repertori decorativi propri di una stilizzazione equilibrata. Nella fase finale, in cui la produzione seriale si affaccia allo studio di forme nuove, vede profilarsi  l?interessante  figura di Bruno Orfei, l?artista perugino che già da qualche anno lavorava la ceramica, sperimentando con forme, smalti e decorazioni. Gli oggetti ideati e realizzati, nei prototipi, da Orfei propongono forme organiche: dalla zucca, chiamata ?rubeca? in fabbrica, alle decorazioni che alludono a un primitivismo di stampo esoterico, con elementi lineari, astratti, variamente  mossi e frastagliati e zone di smalto campito.


    
Interessante è segnalare come, negli ultimi due anni la manifattura abbia visto la presenza di una decoratrice di grande talento ma rimasta anonima e conosciuta semplicemente come ?La Signorina di Gubbio?; originalissima la sua pittura, che  si identifica con un particolare ?stile grafico naïf di sapore surreale?.

Molto vicine alle linee Rometti sono poi le creazioni degli ultimi anni quaranta: dal cache pot a fasce parallele aerografate al posacenere monocromo di stampo futurista . Anche dai vasi e dalle bottiglie, di forma essenziale e dinamica, realizzate in una bicromia decisa ed efficace,  si evince una identificazione con la Rometti riproposta nei marchi con lo stesso corsivo, tanto che ( sia pure  per un breve periodo ) compare nel marchio, la doppia intestazione : Pucci già Rometti.

Un invito dunque a visitare la bella mostra, fra l?altro accompagnata da un prezioso Catalogo, edito da Skira  e curato da Enrico Mascelloni, Angelica Pucci e Marinella Caputo.

 

Per informazioni:

Rocca di Umbertide: tel. 075 9413691