Testo e Foto di ANNAROSA TOSO



    

Storia e leggenda ben miscelate fanno ancora oggi di Masada un mistero non risolto. Di Masada, della sua origine e soprattutto della sua fine non abbiamo nulla di scritto, ma racconti tramandati, persi per secoli e poi ritrovati e in parte ricuciti che hanno portato a una mezza verità. Un puzzle che ha ancora tanti tasselli vuoti, ma in ogni caso, il finale è una vera e propria tragedia.

 

Masada si trova in Israele, su una cima di una collina, proprio sopra il Mar Morto. La fortezza , ma possiamo parlare di una intera città fortificata, fu fatta costruire da Erode, quello della strage degli innocenti, nel primo secolo a.C. ed era arroccata su tre diversi livelli. Una specie di bunker ben protetto e dotato per l?epoca di tutti i comfort, con grandi magazzini per contenere i generi alimentari, ma soprattutto enormi cisterne per l?acqua, talmente perfette da fornire acqua non solo per le cucine e i bagni pubblici ma anche per le fontane che abbellivano tutta la cittadella di Masada. La fortezza disponeva di possenti mura e di 37 torri. Erode aveva fatto costruire questo rifugio nell?ipotesi che qualcuno volesse detronizzarlo o ancora peggio, ucciderlo. Erano state costruite anche delle mulattiere che consentivano agli animali di salire sulla cittadella e rifornire di provviste la fortezza ubicata a circa 400 m. sopra il mar Morto.


    
Perché poi a Masada si rifugiarono invece quasi mille ebrei? Il racconto che è arrivato a noi è di un ebreo Youssef Ben Matitiyahou che prese successivamente il nome di Flavio Giuseppe che narra che nella fortezza di Masada, Erode il Grande non si rifugiò mai e che Masada fu occupata da una migliaio di zeloti ebrei nel 66 d.C. insieme a donne e bambini.

Gli ebrei avevano tenuto testa ai romani per quattro anni e durante quel periodo vi furono lotte e battaglie perché i romani avendo conquistato la Palestina, volevano imporre la ?pax romana? che prevedeva anche l?adorazione dei loro dei, obbligandoli alla venerazione della statua di Caligola eretta proprio all?interno del tempio di Gerusalemme. Gli ebrei si rifiutarono e reagirono violentemente uccidendo tutta la guarnigione romana, anche quei soldati ormai disarmati che si erano arresi. La reazione dell?impero romano non si fece attendere. Tito nel 70 d.C. conquistò nuovamente Gerusalemme, distrusse il tempio e uccise o fece schiavi gli ebrei sopravvissuti. I superstiti fuggirono e si rifugiarono a Masada.


L?affronto, comunque, non andò giù ai romani, che cominciarono a studiare la vendetta senza perdersi d?animo. Cosa successe dopo? Con l?aiuto di 7000 schiavi per un totale di 15.000 uomini, i romani si sistemarono sotto Masada. Gli accampamenti di cui ancora abbiamo traccia erano otto, piazzati proprio sotto la fortezza, da dove controllavano la situazione. L?assedio durò due anni. I romani come formichine pazienti costruirono un terrapieno di settanta metri che dal basso saliva verso le mura della fortezza. I romani erano ormai vicinissimi, erano arrivati in cima e pronti a cacciare via gli ebrei anzi non solo a cacciarli via, ma ad ucciderli uno ad uno.  Gli ebrei tentarono l?ultima difesa costruendo un?altra barriera di legno con tutto il materiale disponibile all?interno della fortezza, ma i romani ormai vicinissimi diedero fuoco a questa barricata attendendo solo lo spegnersi delle fiamme per entrare e chiudere la questione.


A questo punto il capo zelota Elear Ben Yai decise per tutta la comunità ebraica. Fu deciso un suicidio collettivo con la spada, il primo della storia. Furono sorteggiati gli uomini che avrebbero dato il via alla strage e quelli che avrebbero dovuto poi suicidarsi. Questa terribile decisione, questo suicidio collettivo, per gli ebrei zeloti era meno tragico della schiavitù, meno tragico dell?uccisione da parte dei romani. Quando finalmente i romani riuscirono a conquistare la cima e arrivarono a Masada, trovarono solo corpi straziati senza vita e solo pochissimi ebrei ancora in vita, nella maggior parte solo donne e bambini che presi dalla paura e dal terrore erano scappati da quella carneficina. Qualcuno racconta che furono finiti dalle spade dei soldati romani, qualcun?altro racconta che davanti a tanto sangue, i romani lasciarono in vita quella manciata di bambini e donne.


    
Di Masada si persero poi le tracce e finì nel dimenticatoio finché un tedesco nel 1807 si accorse delle rovine sulla cima della vetta. Ma dovranno passare ancora anni finché nel 1838 due inglesi Smith e Robinson furono sicuri di aver trovato le tracce della città di Masada.

Oggi Masada per Israele è un simbolo. ?Mai più Masada cadrà? è lo slogan dei patrioti israeliani.

Gli scavi sono cominciati intorno agli anni ?60. Masada è considerato oggi uno dei più importanti siti archeologici di Israele.

                                                         

 

 

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