ANDREA CERRETI


Lazio
l’Abbazia di Montecassino

    

Già presentato ufficialmente dal ministro Stanca nella passata legislatura, il portale è stato ripresentato dal vice premier Rutelli in occasione della Bit.

 

                                                            

 

E? necessario tornare indietro di quasi un anno, o meglio ancora di tre anni, da quando si è cominciato a parlare del sito ww.italia.it, di quanto lavoro sarebbe stato necessario per renderlo visibile, quanti enti locali e società vi avrebbero lavorato e soprattutto quanto sarebbe costato. Presentato ufficialmente alla stampa, la scorsa primavera, dall?allora Ministro per Innovazione e Tecnologia  Lucio Stanca, il portale non era ancora funzionante ma le dichiarazioni furono per lo meno entusiastiche sui risultati che avrebbe prodotto. Allora fu detto che era questione di giorni sulla funzionalità ? al massimo 20 -  e che le 20.000 schede contenute e le 32.000 strutture ricettive sarebbero state facilmente visitabili e visibili. Il lavoro allora era stato portato avanti da un team a cui faceva capo Innovazione Italia una società di Sviluppo Italia, dall?Enit, dalle Regioni, dal Comitato Nazionale per il turismo, associazioni varie di categoria eccetera, eccetera, eccetera.

Alla Bit, in piena crisi di governo, Francesco Rutelli, insieme al ministro Luigi Nicolais, a Enrico Paolini coordinatore nazionale degli assessori regionali al Turismo, a Umberto Paolucci presidente dell?Agenzia Nazionale per il turismo, ha ripresentato il portale, specificando che ?ci vorrà almeno un anno di work in progress perché funzioni a regime, anche se confido di fare prima. L?Italia si deve specializzare nella gamma alta del turismo puntando sull?experienced delle nostre qualità e il portale presenta il nostro paese con le qualità specifiche?. E poca importa se dopo tutti questi paroloni, nel portale www.italia.it il Monte Bianco risulta regalato al Piemonte ai danni della Valle d?Aosta e il Museo Egizio, uno dei più importanti al mondo per reperti sia scomparso dall?elenco dei musei di Torino!

Abruzzo
Civitanova, la Fonte grande

    
Chi scrive non è tanto esperto di web, se non come tutti quelli che navigano in internet per cercare risposte alla propria curiosità, prenotare un volo o un albergo o entrare in qualche sito per informazione e non può dare un giudizio tecnico. Ma alcune pagelle di esperti di web, lo hanno decisamente bocciato, definendolo un portale ?supportato da tecniche obsolete?. Nel popolo dei blog è stato coniato il termine webmostro, ma si lamentano anche i politici di entrambi gli schieramenti addossandosi l?un l?altro, la colpa della montagna che ha partorito il topolino. Sul logo poi, è bene stendere un velo pietoso. Un sondaggio lanciato on line da Repubblica il giorno stesso della presentazione lo ha bocciato al 68%. Sparito l?uomo di Vitruvio di Leonardo che doveva essere il simbolo dell?Italia, per lasciare posto a quel vermetto verde che sollecita le più diverse somiglianze, anche quelle con un simbolo fallico. Ma così è.

Nel frattempo il 5 marzo scorso si è insediato presso il Ministero delle Riforme e delle Innovazioni il Comitato Nazionale per il portale Italia.it formato pariteticamente dalle amministrazione statali e regionali. Compito del comitato è quello di curare la redazione e l?approvazione dei piani editoriali del portale, l?individuazione delle redazioni centrali e dislocate nonché il loro modello di funzionamento, il coordinamento delle iniziative regionali, interregionali e centrali e l?approvazione del piano di promozione e dei piani commerciali dei contenuti del portale.

Basilicata
Maratea

    
Ma torniamo ai costi effettivi e a quanti soldi ci sono ancora a disposizione. E? il solito balletto di cifre, dove è difficile avere le idee chiare. Sembrerebbe che siano stati già spesi 6 milioni di euro e altri 20 sono pronti da parte del Governo per portare avanti il lavoro, ma gli stanziamenti totali sono di 45 milioni di euro divisi tra enti, ministeri con la parte più consistente dedicata alle regioni.

Intanto alcune Regioni italiane hanno deciso di muoversi in maniera autonoma, come la Sicilia, la Puglia, la Toscana e anche l?Umbria che hanno messo a punto dei siti mirati sulle proprie caratteristiche e sulle proprie offerte, lasciando spazio anche a strutture turistiche e a tutto quello che può interessare il turista. Dulcis in fundo, il vice presidente della giunta regionale del Veneto Luca Zaia, ha scritto al vice premier Rutelli chiedendo addirittura l?oscuramento del portale, lamentando troppe lacune e imprecisioni.

Che dire a fronte degli scarsi risultati e di tutti soldi spesi, e stanziati? Come ha detto l?arguto vecchio della politica italiana, il senatore Andreotti,  ?pensare male è peccato, ma ci si indovina quasi sempre?!

 

 
                                               www.italia.it