Testo e Foto di ANDREA CERRETI


L’obelisco della fontana dei Quattro
Fiumi e cupola di Sant’Agnese

    

Piazza Navona è senza dubbio uno dei luoghi più caratteristici e più veri di Roma. Tutto  il circondario, malgrado l?inarrestabile degrado, rivela un passato glorioso ricco di aneddoti.

La storia della piazza è molto antica, risale alla Roma imperiale e la data di riferimento è l?85 d.C. Su tutta l?area sorgeva il circo dell?imperatore Domiziano e dove oggi tutt?intorno  sono state costruite le pregevoli e uniche case di piazza Navona, un tempo c?erano le gradinate dove il pubblico assisteva agli spettacoli. Qui si svolgevano finte battaglie navali, giochi, feste che richiamavano migliaia di persone. La piazza veniva inondata grazie all?acqua del vicino fiume Tevere e a un efficiente sistema di allagamento.

Chiesa di Sant’Agnese
    
Nel 356 d.c. l?imperatore Costanzo II decise di  togliere dallo stadio costruito da Domiziano i marmi che lo arricchivano e di trasferire tutti i materiali a Costantinopoli.  Una curiosità: piazza Navona era considerata periferica per la Roma imperiale: forse per questo il suo stadio nei secoli è rimasto integro, nella sua forma ovale dalle dimensioni di 276 metri di lunghezza e 54 metri di larghezza.

Dal tredicesimo secolo cominciò il rilancio della zona divenuta più centrale rispetto alle nuove costruzioni della città che cresceva. Intorno allo stadio, sul perimetro delle gradinate vennero costruite nuove case, torri, chiese. Piazza Navona divenne la sede principale dei giochi di carnevale che si svolgevano in contemporanea anche al rione Testaccio.

La Fontana del Nettuno
Nel quindicesimo secolo l?area dell?antico stadio, diventata piazza in Agone, assunse sempre più importanza. Continuarono le costruzioni di nuovi palazzi e l?abbattimento delle vecchie case fatiscenti. Il nome ?in agone? si riferisce ai combattimenti navali e viene ricordato nella stradina chiamata corsia Agonale che collega piazza Navona a corso Rinascimento.

Nel 1477, il grande mercato cittadino che aveva luogo al Campidoglio venne trasferito a Piazza Navona, dove acquisì grande importanza commerciale e finalmente la piazza venne selciata. Il mercato rimase a piazza Navona fino al 1869; da lì fu trasferito a Campo de? Fiori, dove è tuttora  funzionante. Il luogo divenne sempre più un posto di incontro non solo per i giochi e tornei, ma anche per passeggiare e conversare. Un posto dove si svolgevano anche i funerali, le punizioni corporali per chi era condannato alla gogna e anche per le esecuzioni che attiravano grande pubblico e che davano lavoro alle numerose osterie, bettole e bordelli della zona. Ricordiamo che anche sant?Agnese vergine cristiana ma anche schiava, fu esposta nuda alla gogna, ma avvenne il miracolo della crescita repentina dei suoi capelli che coprì le sue nudità. Sant?Agnese conservò la sua verginità ma non la vita, perché fu giustiziata come strega.
    
Il Palazzo Panphily
    
Nei secoli continuò l?abbellimento della piazza con la costruzione di palazzo Panphily oggi sede dell?Ambasciata del Brasile, della chiesa di Sant?Agnese in Agone e la sistemazione dell?obelisco e delle tre fontane.

In quegli anni la fiera della Befana, che si svolgeva a piazza Sant?Eustachio, venne trasferita a piazza Navona, dove tuttora richiama migliaia di persone nel periodo natalizio.

Nel 1926 piazza in Agone cambiò nome e divenne piazza Navona. La sua fama, all?epoca, aveva già varcato i confini.

La fontana dei Quattro Fiumi
    
LE TRE FONTANE

 

Piazza Navona è celebre anche per le sue fontane. Ma vediamole nello specifico. La più famosa è quella dei Quattro Fiumi ideata dal Bernini e intorno alla quale si sono succedute nel tempo storie e leggende. Prima di tutto quella sull?incarico ottenuto dal Bernini con uno stratagemma, avendo egli regalato il progetto della fontana, realizzato in argento massiccio alla potentissima Donna Olimpia Panphily, affinché intercedesse con il pontefice Innocenzo X Panphily, suo cognato, che aveva indetto la gara fra gli artisti dell?epoca. E poi l?altra leggenda che racconta che la statua che rappresenta il Rio de la Plata alza la mano per proteggersi dall?improbabile crollo della facciata della chiesa di Sant?Agnese del Borromoni, mentre quella che rappresenta il Nilo si copre il volto per non vedere la chiesa stessa. Sono solo leggende, perché la fontana fu realizzata prima della chiesa, ma vengono ricordate da molte guide ai turisti che visitano la piazza. Al centro della Fontana dei Quattro Fiumi è collocato un bellissimo obelisco proveniente dal Circo Massenzio, alto 16,54 metri e innalzato il 12 agosto del 1649.
        
La colomba sulla punta dell’obelisco
    
La fontana è costruita su una scogliera su cui siedono 4 uomini. Le statue di marmo bianco e alte cinque metri sono state realizzate rispettivamente da Claude Poussin quella dedicata al Gange e all?Asia; da Giacomo Antonio Fancelli quella dedicata al Nilo e all?Africa, rappresentata con il volto coperto perché all?epoca non si conoscevano le sorgenti di questo grande fiume; Antonio Raggio ha scolpito il Danubio e ricorda l?Europa e il Rio de la Plata, simbolo dell?America è di Francesco Baratta.

La fontana del Moro fu eseguita nel 1574 su progetto di Giacomo Della Porta durante il pontificato di Gregorio XII Boncompagni, ma papa Innocenzo X Panphily nel 1653 affidò al Bernini l?incarico di rinnovarla. La scultura centrale fu disegnata dal Bernini ed eseguita da Giannantonio Mari nel 1655. 

La fontana del Nettuno, ubicata nella parte settentrionale della piazza, venne rivista dal Bernini, ma per trecento anni rimase priva di statue ed ornamenti. Nel 1873 venne bandito un concorso vinto dallo scultore Antonio Della Bitta a cui fu affidata l?esecuzione del Nettuno, mentre lo scultore Gregorio Zappalà eseguì i gruppi attorno al bacino che rappresentano cavalli marini, sirene e putti che giocano con i delfini. I lavori finirono nel 1878.

Fontana del Moro
    
PIAZZA NAVONA OGGI

 

Piazza Navona è una tappa d?obbligo per tutti i turisti che  vengono a Roma e anche durante le feste di Natale quando vengono montate le ?baracche? e il presepio per l?antica fiera della Befana, trasformandosi nel luogo più desiderato da tutti i bambini romani.

Come tanti posti molto battuti dal turismo ha perso il fascino del passato, perché le masse rovinano, inquinano e sporcano. Ci sono troppi venditori ambulanti, troppi falsi pittori, troppo rumore, troppo ciarpame. Ma per contrasto c?è anche tanto bellezza, che quella, invece, non è mai troppa.  Ma il segreto per goderla appieno c?è.  Basta andare a piazza Navona al mattino, almeno entro le dieci, quando ancora gli ambulanti non hanno scaricato le loro mercanzie, gli artisti dormono e la piazza è appena stata puliti dagli spazzini. Ci sarà l?imbarazzo sulla scelta del bar dove bere un buon caffè perché ci saranno tanti tavolini vuoti e sicuramente ci sarà molta disponibilità da parte dei camerieri che ancora non sono sotto pressione. Ma ci può anche sedere sulle panchine di marmo o intorno alle tre fontane e non fare niente se non guardare.

Particolare della fontana del Moro
    
E la piazza sarà tutta del visitatore mattutino così come la superba la chiesa di Santa Agnese in Agone, il bel palazzo che ospita l?ambasciata del Brasile e tutte le prestigiose case dai terrazzi ricchi di verde e fiori. Anche le fotografie verranno più pulite, senza troppe teste a rovinare l?insieme. A chi piace la confusione, la gente e anche un po? di rumore,  piazza Navona ha mille offerte. Regala quello che il visitatore cerca. Lo scotto da pagare? Bisognerà sgomitare un po?, ma ne varrà sempre la pena.