LUISA CHIUMENTI


Una suggestiva
veduta di Zaragoza

    

Capoluogo storico della Valle dell?Ebro, Zaragoza è una città di grande fascino, che mostra nei suoi monumenti la stratificazione di diverse civiltà, offrendo al tempo stesso notevoli possibilità per un turismo d?affari o culturale, per un fervido turismo  religioso, particolarmente legato alla notissima Madonna del Pilar ed anche per un turismo sportivo e gastronomico, in quanto possiede le infrastrutture ricettive più adatte a  soddisfare le richieste più esigenti, come ampi spazi per lo svolgimento di congressi e convegni.

Ecco perché è stata scelta per accogliere nel 2008, per tre mesi, dal 14 giugno al 14 settembre, la grande Esposizione Internazionale dedicata all?acqua e allo sviluppo sostenibile. E  il contributo dell?Expo sarà fondamentale affinché gli obiettivi del Decennio dell?Acqua abbiano un?ampia diffusione sull?opinione pubblica mondiale, anche perché, dal 2005,  Zaragoza è stata designata dall? ONU quale  Sede Permanente della Segreteria Internazionale dell?Acqua.

Ubicata in un importante centro di vie di comunicazione, Zaragoza possiede una storia millenaria che emerge nei suoi numerosi angoli pittoreschi, nei bei palazzi e in tutta la sua interessante struttura urbana. E? quanto viene illustrato con grande efficacia, nelle sere d?estate, da gruppi di giovani attori, nei suggestivi ?itinerari teatralizzati?.

Piazza del Pilar
    
Città di  fondazione romana (eretta nel  14 a.C.) nel  luogo della  precedente Salduie  insediamento iberico fortificato vicino all?Ebro (di cui  si conserva memoria presso il Museo di Zaragoza), Caesaraugusta (questo l?originario nome romano) fu il principale polo di diffusione della cultura romana in tutto il territorio iberico.

Città ancora fiorente nell?anno 714, divenne poi, con l?arrivo dei musulmani, la capitale della Marca Superiore di al-Andalus e fu anche capitale del primo regno di Taifa nel 1018, rimanendo  indipendente da tutto al-Andalus: una vera e propria ?città aperta?, in cui  ognuno poteva sempre trovare rifugio, essendo particolarmente ?luogo di accoglienza per gli intellettuali di ogni ideologia e religione, dove l?arte e la cultura brillarono come non era mai successo prima?.

Conquistata nel 1118 dal re Alfonso I di Aragona, divenne  capitale del regno e i suoi monarchi la ingrandirono e le concessero privilegi e leggi, portando gli abitanti ad un livello di libertà ancora sconosciuto nell?Europa feudale.

Da allora, Zaragoza consolidò il suo dominio commerciale, ampliando i mercati, organizzando grandi fiere e creando una potente industria basata sui prodotti del suo territorio, classificandosi come ?pioniera? nel processo  di modernizzazione non solo dell?intera Spagna. Segni evidenti di tutto ciò  si possono cogliere  percorrendo le strade del suo centro storico, contrassegnate dalla caratteristica struttura urbana di impostazione romana, con il cardo e il decumano, nonché dai resti delle mura urbiche e di una delle antiche torri, visibile sullo sfondo della grande piazza del Pilar.

Teatro Romano
Foto: archivio ufficio spagnolo del turismo

    
Ma molti altri resti di Caesaraugusta si conservano nei Musei,  accanto a mappe del territorio, derivanti da accurati studi, impostati con tecniche di interpretazione analitiche ed innovative.  Eccoci così all?interno del Museo del Foro di Caesaragusta, con l? esposizione permanente dei ritrovamenti archeologici venuti alla luce nella Piazza de la Seo, che corrispondono al mercato, dell?epoca di Augusto, e al foro, dell?epoca del suo successore Tiberio. E fra i numerosi resti romani, accenniamo a quelli, molto suggestivi, corrispondenti  al grande teatro (per 6.000 spettatori), che,  iniziato sotto Augusto, venne  ultimato da Claudio; ad esso adiacente e di grande interesse, per i resti che espone, è il  bel ?Museo del Teatro?.

Nel  ?Museo del Porto Fluviale? sono invece conservate le fondamenta di un grande edificio portuale che permetteva l?accesso dalla riva del fiume Ebro al complesso del Foro, da nordest.

Caesaraugusta, il cui nome col tempo evolse in Saraqusta o Sarakosta, fu conosciuta anche come Medina Albaida, la Città Bianca e all?ultima fase di questo periodo di dominazione musulmana (XI sec.) risale il meraviglioso Palazzo della Aljafería, oggi sede delle Cortes de Aragón (Governo Regionale Aragonese), con il bellissimo  cortile di Santa Isabel e di San Martino e l? oratorio sul quale si apre il mihrab con il suo arco moresco, per non parlare del particolarissimo soffitto a cassettoni in legno policromo della Sala del Trono.

Teatro Romano, particolare
Foto: archivio ufficio spagnolo del turismo

    
Ma dobbiamo ora segnalare una sezione della città che è stata dichiarata Patrimonio dell?Umanità: parliamo della sua bellissima architettura gotico-mudéjar, con il capolavoro offerto dalla Cattedrale di San Salvador o La Seo, che colpisce fin dall?esterno, per la vista, nel fianco nord della cosiddetta ?parroquieta de San Miguel? e nella parte superiore delle absidi, per la sensazionale decorazione mudéjar, di mattoni e piastrelle di terracotta. E nell?interno, ecco il retablo maggiore, il ciborio e il tesoro della cattedrale… e il particolarissimo Museo degli Arazzi, vero e proprio gioiello mondiale.

E segnalando ancora lo stile mudéjar delle torri delle chiese di San Pablo, La Magdalena, San Miguel e San Gil, non possiamo non sottolineare come il vero fulcro della devozione, che porta con sé il fervente turismo religioso che si nota in ogni periodo dell?anno, sia  la Basilica del Pilar.

Eretta su di una primitiva chiesa mozarabica, riunisce in sé differenti stili costruttivi e ornamentali: dal  coro (con i suoi bellissimi stalli lignei intagliati), al grandioso retablo rinascimentale di alabastro di Damián Forment, alla Santa Cappella dove si venera l?immagine della Vergine, agli affreschi di Goya.

Ingresso al cantiere Expo 2008
Foto: archivio ufficio spagnolo del turismo

    
Ma anche il Rinascimento, il  barocco e il neoclassicismo lasciarono traccia in Zaragoza: dalla basilica di Santa Engracia (con la facciata rinascimentale e la cripta), all?antico Seminario di San Carlos (con il bellissimo retablo barocco), alle chiese di Santiago, San Felipe e Santa Cruz, per non parlare dei bei palazzi del rinascimento aragonese dei conti di Morata, dei Pardo, Argillo, Sástago, Maestranza, Morlanes e Montemuzo.

Ma ora non resta che attendere la realizzazione del complesso che accoglierà l?Expo, con il forte segno contemporaneo dato da architetti di grande fama come ad esempio Zaha Hadid, l?inglese?irachena, che costruirà il primo esempio di ?Ponte-Museo?, dall?affascinante forma ?a gladiolo?.

 

 

 

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