TERESA CARRUBBA
FOTO LABORATORIO DE BONDT



    

E? nel “Theobroma cacao” ( “cibo degli dei”, per dirla con i greci) il segreto di quella preziosa sostanza ricca di profumi arcaici e irresistibili, il cioccolato, abilmente trasformata nel ghiotto emblema della Pasqua: l?uovo. Circa sessantamila quintali di uova di cioccolato ogni anno, con un giro d?affari di oltre 300 miliardi di lire. Tradizione a parte, è l?ennesima occasione per gustare, stavolta senza troppi sensi di colpa, quella mitica ambrosia di noi mortali che è il cioccolato. Da sempre demonizzato come “alimento del peccato”, causa immancabile di infiniti disturbi, questa delizia che nasce con mille sfumature nel segreto degli alambicchi dei pasticceri, ha oggi il pieno riconoscimento della moderna scienza dell?alimentazione. Fermo restando che il cioccolato è comunque una bomba di energia che fornisce in media 550 calorie l?etto, e per questo va consumata con buonsenso e moderazione, sta di fatto che esso è un alimento ricco di nutrienti e di sali minerali il cui valore dietetico è notevole. Che dire poi dei suoi effetti benefici sull?umore? Ormai è scientificamente provato. Non è solo la gratificazione del palato a farci sentire più soddisfatti dopo aver gustato del cioccolato, ma soprattutto le sue due sostanze ,la theobromina e la caffeina, dette nervini, capaci di esercitare una blanda ma positiva azione eccitante. Non a caso, infatti, un aiuto al malessere del secolo, la depressione, viene proprio dal cioccolato. La scienza medica è d?accordo. E sembrano esserlo anche i produttori di uova di Pasqua, che in questa occasione “sfruttano” la golosità e il desiderio di benessere, oltre che, naturalmente, la voglia di rispettare la tradizione.


    
Una tradizione redditizia che trova le sue origini nelle cucine di Versailles, sotto il regno di Luigi XV. E? nelle mani dei cuochi di quella corte, a consulto con gli speziali, che la costosa e malleabile pasta, prende per la prima volta la forma beneaugurante di un uovo. E francese è anche la prima “sorpresa” di cui si abbia notizia storica. In occasione della festività pasquale, agli inizi del Cinquecento, fu offerto in dono a Francesco I un uovo contenente una piccola incisione su legno raffigurante la Passione di Cristo. Tuttavia, l?uso di regalare l?uovo come simbolo dei fenomeni vitalistici strettamente legati ai riti celebrativi della nascita del sole, della fertilità e del risveglio della natura, risale a tempi ben più remoti della stessa festa cristiana della Pasqua. Addirittura 5000 anni fa i persiani celebravano l?arrivo della primavera osservando rituali pagani in cui l?uovo, connesso all?eterno riproporsi del fenomeno riproduttivo e alle origini cosmiche, era sempre presente. Come oggetto di offerta in augurio di prosperità, come alimento principe nelle mense collettive e come strumento ludico-simbolico nei giochi organizzati all?aria aperta. Tradizioni popolari che appartenevano, con le dovute varianti, anche a popoli di civiltà diverse, come i celti, i greci e gli egizi, considerato il comune riferimento al guscio vitale come portatore del messaggio gioioso della perpetua fertilità della natura. I primi cristiani acquisirono il significato profondo delle antiche credenze e fecero proprio il simbolo dell?uovo con riferimento alla Resurrezione. Nel giorno di Pasqua i fedeli sistemavano sull?altare un cestino pieno di uova affinché fossero benedette dal sacerdote. Nell?Alto Medioevo i gusci delle grandi uova di struzzo venivano addirittura utilizzati come reliquiari e appesi, per mezzo di lunghi nastri, al soffitto di un?apposita cappella delle cattedrali. Allo stesso modo nelle chiese di Gerusalemme, a ricordo del luogo dove di fatto avvenne la Resurrezione di Cristo, numerose uova di struzzo, di porcellana o di vetro, artisticamente decorate, pendono dal soffitto accanto alle lampade votive.


Le uova di Pasqua possono rappresentare uno spunto creativo davvero notevole se a plasmarle c?è un artista come Paul De Bondt, il famoso cioccolatiere olandese il cui laboratorio di Pisa  è una vera fucina di raffinatissime leccornie. A lui abbiamo chiesto come un uovo di cioccolata possa diventare una vera opera d?artigianato.

 

D.- Come esprime il suo estro nelle uova pasquali un cioccolatiere d?eccezione come Paul De Bondt?

R.- Applicando uno stile decorativo ben diverso da quello tipico italiano che ha quasi sempre motivi a rilievo. Le nostre uova vengono lavorate all?interno dello stampo con più passaggi  di cioccolato di vari tipi e di vari colori,  seguendo un disegno che diventa parte integrante, quasi un intarsio, della superficie che rimane liscia. Figure astratte, giochi di colori e di ombre: questi i nostri temi. Nessun simbolo legato alla tradizione pasquale.

Altra nostra caratteristica è una linea di prodotti ancora meno convenzionali. Vere e proprie costruzioni  di cioccolato, di varia grandezza, in cui è sempre presente l?uovo.

Per esempio, una composizione con uova rotte, cadute  da vari elementi a più livelli, da cui escono le cose più strane come un uovo fritto.

Oppure una montatura più importante in cui una pallina si trasformava in più passaggi in un uovo il quale poi cade e da esso escono di nuovo tante palline.(titolo dell?opera: ?nasce prima l?uovo o la pallina??). Una figura che si ripete è il coniglio, simbolo pasquale dei paesi nordici. Per esempio il coniglio mago che cerca di far galleggiare nell?aria un uovo, ma senza successo a giudicare dai gusci rotti delle uova cadute . Tutte le costruzioni, compresi i sostegni, sono di cioccolata.


    
D.- La Pasqua De Bondt è sempre sorridente?

R.- Il nostro stile è ironico, divertente, mai serio o classico. Mai fiocchi di raso o colori pastello, tipici della primavera , ma colori squillanti.

Spesso, invece, la Pasqua è infiocchettata, viene data molta importanza a una confezione costosa anche a scapito della qualità del cioccolato.

D.- Le sue costruzioni pasquali richiedono un tipo particolare di cioccolato?

R.- Utilizziamo sempre cioccolato di pregio. Abbiamo una linea di  uova piccole, stagnolate, realizzate con i nostri 14 tipi di cioccolato, gli stessi che utilizziamo per i cioccolatini o le  tavolotte.

D.- Qual è il vostro stile riguardo alla sorpresa?

R.- Le sorprese non sono mai banali. Piccoli oggetti spesso in legno, coloratissimi, divertenti, anche di un certo valore. Distinguiamo una linea per adulti da una linea per bambini. Ovviamente, a seconda del valore dell?uovo, cambia l?importanza della sorpresa.