LUISA CHIUMENTI


Modello di imbarcazione,
Fine Primo Periodo Intermedio (2100 a. C. – 1900 a. C.),
Torino, Soprint.

Due sorprendenti collezioni provenienti dall?antico Egitto, che si possono ammirare in una grandiosa mostra allestita a  Trento al Castello del Buonconsiglio, permetteranno al  visitatore di inoltrarsi veramente nel fascino di un ?Egitto mi visto?

Una di esse è quella che espone, attraverso i reperti prodotti dagli scavi condotti da Ernesto Schiaparelli fra il 1905 e il 1920, quanto possiamo oggi conoscere delle necropoli di Gebelein e di Assiut, la mitica città dove, secondo la tradizione copta, trovò rifugiò la Sacra Famiglia nella sua fuga in Egitto,

Ma non è questo soltanto il contributo che la bellissima mostra ospitata fino al prossimo novembre presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, poiché in essa viene anche esposta per la prima volta la curiosa sezione egizia del Castello del Buonconsiglio, costituita dagli  oggetti acquisiti nella prima metà dell?Ottocento dal trentino Taddeo Tonelli, ufficiale dell?Impero Austro Ungarico e conservati fino ad oggi nei depositi del museo. La collezione è in realtà un forte riflesso di quella sorta di ?egittomania, che caratterizzò quel periodo in Europa: sappiamo infatti quanto numerosi  siano stati gli esploratori che fra l?Ottocento e gli inizi del Novecento che portarono alla luce le diverse  testimonianze di civiltà sepolte, affascinati dal mistero che avvolgeva quei luoghi  e stimolati dal desiderio di vivere l?emozione della scoperta.

Statua di gatto, part.
Epoca Tarda (I sec. a. C. – I sec. d. C.)

Fra gli oggetti donati al Municipio di Trento da Tonelli figurano centinaia di amuleti, fra i quali soprattutto scarabei del cuore – simbolo di vita eterna ? eleganti monili in paste vitree colorate, due stele iscritte, una splendida maschera funeraria in foglia d?oro, centinaia di modelli di servitori – detti ?ushabty? – deposti nelle tombe perché sostituissero il defunto nelle attività nell?Oltretomba.

Ma fra i diversi  pezzi spicca, per l?ottimo stato di conservazione, una mummia di gatto del I secolo a.C.- I secolo d.C., animale sacro alla divinità Bastet che simboleggia il calore benefico del sole ed è venerato per la protezione che dava alla casa ed alla famiglia.

Non mancano naturalmente resti di mummie umane: si tratta di mani e piedi strappati che evocano anche il florido commercio di polvere di mummia richiesta nell?Ottocento per presunte proprietà farmacologiche e afrodisiache.  

Ben ottocento ritrovamenti dunque fino ad ora  mai esposti che, insieme a suggestive ricostruzioni scenografiche, svelano segreti della vita quotidiana e dell?Aldilà nell?Antico Egitto. Sappiamo quanti siano stati gli esploratori che fra l?Ottocento e gli inizi del Novecento portarono alla luce queste testimonianze di civiltà sepolte, rapiti dal mistero che avvolgeva quei luoghi  e stimolati dal desiderio di vivere l?emozione della scoperta.

Ushabty, statuetta funeraria, di un sacerdote del dio Amon
legno, XIX – XXII sec.

Ma ritorniamo proprio a quel suggestivo animale che occupa tanto spazio affettivo, da sempre anche nelle nostre case: il gatto. Il gatto in Egitto ha sempre avuto un ruolo estremamente importante, come leggiamo nel saggio con cui Sabina Malgora (Catalogo della mostra) mette in evidenza come, nell?Antico Egitto, gli animali abbiano spesso rappresentato le divinità e tuttavia ciò non li liberava dal fatto di essere cacciati o allevati, se non nel periodo tardo in cui  alcune specie di animali, divenuti sacre,  incarnarono le caratteristiche delle divinità stesse.

Fra tutti gli animali sacri che furono mummificati e sepolti durante tutta la storia dell?Antico Egitto, i gatti ebbero un posto rilevante e ad essi fu accordato un rispetto del tutto particolare. Il ?Miw? infatti (?gatto? in antico egiziano), era un animale che si lasciava  addomesticare facilmente e   fu addomesticato per la prima volta in Egitto circa 4000 anni fa, è  del tipo ?Felis silvestris? libica.

         E oggi la mummia di gatto della collezione egizia del Castello del Buonconsiglio è stata sottoposta, con l?aiuto delle nuove tecnologie, ad analisi condotte presso l?ospedale Santa Chiara di Trento dalla curatrice Sabina Malgora e dal direttore Franco Marzatico, assistiti dal dottor Marco Gramola (tecnico Radioterapia) e dal primario di Radioterapia dottor Luigi Tomio. Le indagini hanno in effetti  potuto confermare le numerose notizie che già si possedevano dalle fonti storiche tramandate.

tac alla mummia di gatto
foto di Giorgio Salomon

Così, la TAC (tomografia assiale) eseguita su questo reperto, ha messo in evidenza alcune circostanze abbastanza curiose: ?si tratta di un esemplare adulto, che ha completato il processo di crescita, come dimostrano le epifisi saldate. La posizione del corpo è quella tipica del felino seduto sulle zampe posteriori, attorno alle quali si avvolge la coda, come è spesso rappresentato in rilievi e statue. Non presenta alcun segno di trauma, che possa averlo condotto alla morte. Tale aspetto non esclude che il gatto sia stato intenzionalmente ucciso per diventare un?offerta, poiché sono attestati alcuni casi di annegamento. L?età adulta del gatto suggerisce che si tratti piuttosto di un animale domestico, a cui è stato riservato il trattamento di mummificazione, poiché considerato un membro della famiglia?!

Numerose quindi le suggestioni e gli spunti di approfondimento per ogni tipo di visitatore di questa mostra, ricca, equilibrata,  profondamente scientifica ed accessibile ad ogni livello di conoscenza.

Curata dalle egittologhe Elvira D?Amicone e Massimiliana Pozzi (per la sezione del Museo Egizio di Torino) e da Sabina Malgora, con il coordinamento del direttore Franco Marzatico  (per la sezione del Castello del Buonconsiglio) l?esposizione si è avvalsa dell?ottimo allestimento curato dall?architetto Michelangelo Lupo e delle suggestive installazioni scenografiche di Gigi Giovanazzi.

Elemento decorativo di sarcofago raffigurante
il Dio Sokar, XXVI Dinastia

Le Fotografie e le riprese video si devono a Giorgio Salomon, la documentazione fotografica dei materiali del Castello del Buonconsiglio è di Elena Munerati mentre quelle del Museo Egizio si deve a Giacomo Lovera.

Per l?organizzazione della mostra hanno collaborato Davide Sandrini  e Cristiano Turri.

Il corposo e interessante catalogo, splendidamente illustrato,  è una coedizione della Soprintendenza Archeologica di Torino e del Castello del Buonconsiglio di  Trento.

 

Voluta dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie, l?esposizione ha avuto il sostegno di: Trentino Spa; Apt Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi; ANMLI; Casse Rurali Trentine; Artigianato artistico e di qualità del Trentino.

Numerosi gli sponsor quali: Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura ? Trento; ITAS Assicurazioni; Rotari; Sait; Mediocredito Trentino – Alto Adige Südtirol.

 

 

Per informazioni:

Tel 0461 233770

Castello del Buonconsiglio

Via B. Clesio, 5

38100 Trento