Testo e Foto di Luisa Chiumenti


Il complesso di San Francesco della Scarpa

Una mostra internazionale di design, curata da Marco Petroni, ha accolto a Lecce un importante progetto regionale approvato attraverso uno specifico atto integrativo all?Accordo di Programma Quadro ?Sensi Contemporanei? sottoscritto dalla Regione Puglia con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato dalla Provincia di Lecce con il coordinamento della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia. 

Nella bella città pugliese, all?interno del complesso di San Francesco della Scarpa, ha quindi avuto luogo  l?evento che segue un programma di vera e propria ?messa a punto? della storia artistica del ?900 nel Salento, che negli ultimi anni ha visto attivarsi anche altri spazi prestigiosi come le sale del Museo provinciale di Lecce.

Ne sono scaturite diverse mostre di singoli protagonisti, oltre a  conferenze e videoproiezioni che hanno messo a confronto le esperienze locali, con i movimenti artistici nazionali e internazionali, compiendo anche diverse indagini su argomenti di notevole interesse culturale ed artistico come ad esempio l?apporto che cinema, fotografia, musica  e teatro hanno dato ai nuovi percorsi per l?arte in Terra d?Otranto. Una sorta di ?patto di solidarietà fra artisti, designer e mondo sociale e sono stati particolarmente invitati gli artisti che hanno operato dagli anni ?90 in un rapporto nuovo fra  natura e artificio progettuale, così come hanno sottolineato fra l?altro, Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo e alle Attività Culturali della Regione Puglia e Giusy Caroppo, curatore di Intramoenia Extra Art.

E? su questa tradizione che si è inserito l?attuale progetto di adesione  al più ampio programma che la Regione ha varato appunto sul tema ?Puglia circuito del contemporaneo?, e che è stato intitolato ? Super-sentieri neobarocchi tra arte e design?, per cercare di evidenziare i momenti salienti di un territorio che, in quanto ?periferia geografica, ha sempre voluto rinnovarsi, reinterpretando però tutto all?interno dei tratti identitari del proprio passato.

Ne è scaturito un progetto che, per varie tappe, ha messo a confronto  il recente passato artistico con la contemporaneità, attraverso specifici argomenti come : il  percorso evolutivo dell?arte in Terra d?Otranto lungo la prima metà del ?900; il Super-design, in una  attenta analisi e presentazione del design di un?area europea emergente, l?Olanda, in uno stimolante  incontro con  le esperienze locali.

Così ecco ad esempio, alternati  con rappresentazioni più note e  collaudate, lavori come quello intitolato ?I guerrieri della bellezza?, lavori teatrali inediti, in cui si mescolano varie tendenze artistiche.

Una complessità di azioni dunque che, nell?intento della provincia di Lecce, si sono configurate come una positiva azione di appoggio nei confronti di un progetto volto ad attuare una vera e propria ?presa di possesso del territorio a vantaggio dell?arte contemporanea ? sin qui consegnata quasi esclusivamente alle attività delle Gallerie.

E? molto interessante infatti quanto afferma Antonio Cassiano, direttore del Museo Provinciale di Lecce il proposito di  ?prendere possesso di musei, chiese, castelli, palazzi storici di proprietà pubblica, facendoli rivivere dagli artisti?, ciò che significa ?pervenire ad un concetto ampio e moderno di città e territorio che tutti possiamo ammirare?.

La condizione neobarocca torna spesso in periodi di crisi, mentre la parola ?Super? propone una riflessione attorno al design in senso stretto e alle arti contemporanee in senso lato e svela connessioni, percorsi e domande attorno ad un nuovo patto sociale tra arti e mondo, tra natura e cultura. Individua così nuove pratiche per un rapporto più etico tra natura e artificio culturale, tra ambiente e progetto, tra artista/designer e le cose, gli oggetti. Il design più attuale recupera infatti vitalità con progetti che penetrano negli interstizi del mercato globale creando relazioni/affinità/ibridazioni linguistiche e metodologiche con altre discipline artistiche. La figura del progettista si  trasforma sempre più da ?sviluppatore di forme? ad ?interprete di un mondo complesso che richiede uno sguardo più consapevole sulle questioni non solo ambientali della nostra contemporaneità?.

Riccardo Dalisi
Il compasso di latta

Un esempio di come il rapporto natura/cultura venga inserito in una prospettiva ecologicamente sostenibile attraverso pochi gesti di grande efficacia e semplicità, è stato presentato attraverso opere realizzate per Droog Design da maestri fiamminghi come Jurgen Bey, Marijn Van Der Poll, Marcel Wanders, in dialogo con i progetti più innovativi degli studenti della prestigiosa DAE (DesignAcademy di Eindhoven) per la  sezione ?Il Design che pensa?.

Dodici le proposte, selezionate da Agata Jaworska e Giovanni Innella, caratterizzate da una forte  matrice etica. Alcuni studenti si sono confrontati con il desiderio di consumare, con i paradossi del lusso, con le possibilità che le produzioni locali e le tecniche dimenticate offrono. I lavori passati e presenti dell?Accademia del design olandese hanno così mostrato  come i designer, ?prima di imparare a progettare usando righelli e compassi, devono imparare a progettare usando la propria coscienza?.

Tra i maggiori interpreti di questa nuova tendenza sostenibile e neobarocca del design sono i brasiliani Fratelli Humberto e Fernando Campana, che, vivendo in una città caotica, complessa e multietnica , ma colma di stimoli creativi, come Sao Paulo, hanno messo in essere progetti, nati da un rapporto fortemente legato al  territorio, sia nel suo aspetto urbano che in quello rurale.

Ed ecco anche il lavoro che Fabio Novembre, designer tra i più acclamati del panorama internazionale, mostri la sua indiscutibile vocazione cosmopolita, con il tema delle ?100 piazze?, in cui  ?l?architettura delle piazze più belle del nostro paese diviene pre/testo per calarsi in un movimento di radicalizzazione e di eccesso che lascia emergere proprio il desiderio di reinserire in una prospettiva contemporanea i tratti della cultura barocca?.

E ancora Riccardo Dalisi, tra i più noti designer al mondo per aver tra i primi indagato il rapporto tra arte e design, è stato presentato in mostra con la sua curiosa sfida data dal ?Compasso di Latta?, progetto nato dalla collaborazione con la Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano,  parafrasando in certo modo il notissimo concorso de ?Il Compasso d?oro?.

Per tutto il periodo della mostra si sono susseguiti incontri e workshop, con il coordinamento di Stefano Mirti/Interactiondesignlab, mentre, in sede di presentazione del concorso internazionale, si è potuto  ascoltare una conferenza di Achille Bonito Oliva su ?Lo stato delle arti?.

 

 

 

Lecce. Ex chiesa di San Francesco della Scarpa.

via Giuseppe Palmieri, 6

(fino al 12 luglio 2009)

 

 

Per informazioni:

Tel. 0832 683503 – 0832 24200