ANGELO LO RIZZO


Il noto profilo del Duca
Federico da Montefeltro

      L?appuntamento è ad Urbino, città  incoronata dal tempo e racchiusa entro bastioni cinquecenteschi, per sempre legata alla memoria del suo illuminato signore, il Duca Federico. Una città di studi, di civiltà, di vedute infinite e di anfratti invitanti. Città ideale del Rinascimento,  e dal 1998 patrimonio mondiale dell?umanità. Da qui ha avuto inizio un press tour per andare alla scoperta della Strada del Tartufo d?Italia e d?Europa, che si snoda lungo quattro regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Marche ed Umbria), e che interessa quattro Province (Forlì-Cesena, Arezzo, Perugia e Pesaro-Urbino) e ben undici Comunità Montane dell?Appennino Centrale. Una strada, questa del tartufo, che oltre a voler guidare il visitatore alla conoscenza del pregiato tubero, vuole anche essere un importante veicolo di promozione turistica per quei centri dell?Italia minore, che poi tanto minore non lo è proprio. Una strada che presenta non solo un territorio, ma un insieme di luoghi fra i più belli e nascosti d?Italia. Una strada che offre la possibilità di vivere ritmi e sensazioni speciali, attraverso un modo di fare turismo che si fonda sulla cultura dell?ospitalità nuova ed antica al tempo stesso.

     Il press tour ? ci dice Roberto Rossi, Presidente del Patto Territoriale dell?Appennino Centrale ? segue l?itinerario ?Umanesimo e Rinascimento nell?Appennino Centrale ?. Non per niente, oltre alla visita di Urbino il tour ha previsto anche una sosta al Castello di Petroia, in comune di Gubbio, dove nel 1422 nacque appunto Federico da Montefeltro.

I Torricini di Urbino
Urbino, incastonata nelle antiche mura, da cui sporgono muniti bastioni difensivi, conserva ancora oggi il suo cuore di città rinascimentale. Fu appunto Federico II da Montefeltro, grande condottiero, mecenate di tutte le arti, principe illuminato a farla diventare, in quel periodo della sua storia, un fulgido centro propulsore di arte e di cultura nonché un modello di urbanistica.

      Ma torniamo alla Strada del Tartufo. Questa attraversa un territorio dai tanti volti, tutti differenti ma tutti genuinamente autoctoni. Diverse sono le parlate o le specialità culinarie che accolgono in originali mescolanze elementi marchigiani, umbri, toscani ed emiliano-romagnoli. Differenti sono i quadri ambientali, tanto da formare un eccezionale puzzle paesistico, dove i segni dell?uomo si mescolano alle bellezze paesistiche, cosi che in ognuno di questi ambiti si fondono storia, natura e cultura.       La strada del tartufo, un percorso virtuoso che si snoda e si sviluppa lungo le vallate e le città dell?Appennino Centrale, è un invito a scoprire una natura tranquilla e suggestiva, città e borghi con i loro tesori nascosti, l?artigianato di tradizione, la gastronomia ed i sapori genuini e raffinati.

     Si può essere facili profeti immaginando che la Strada del Tartufo d?Italia e d?Europa, in un?epoca in cui i turisti, italiani e stranieri, cercano sempre più i percorsi enogastronomici e le produzioni tipiche legate al territorio, farà registrare un lusinghiero successo, premiando così la lungimiranza di coloro che, pur operando in territori dislocati in quattro diverse regioni, hanno deciso di lavorare in perfetta sinergia, consapevoli di farsi portatori di una vera e propria riscoperta dei sapori tipici e garanti di un dinamismo imprenditoriale a volte snobbato o trascurato a favore di mode tanto temporanee quanto pericolosamente massificanti, convinti che l?immagine di un comprensorio turistico non è solo determinata dall?offerta di strutture, ma di tutto l?insieme che il territorio sa offrire. Il turista vuole qualità e servizi senza eccessi di spesa.


La Strada del Tartufo d?Italia e d?Europa è appunto un circuito enogastronomico che tutela e valorizza i prodotti del territorio.

     Non abbiamo volutamente fare la cronaca del press tour, ma nel chiudere queste note non possiamo fare a meno di ricordare come agli organizzatori non siano mancati fantasia ed entusiasmo, fantasia ed entusiasmo che hanno trovato modo di esprimersi nelle riunioni conviviali alle quali tutti, in qualche modo, hanno voluto apportare un concreto e sostanzioso contributo. Memorabile la cena al Ristorante ?Il Cortigiano? ed eccezionale il Convivio rinascimentale al San Domenico, entrambi di Urbino, che hanno fatto emergere la ricchezza poetica di un antico territorio, ancor oggi capace di offrire antichi e preziosi doni.

     Come il tartufo, per l?appunto!