Testo e Foto di MARIELLA MOROSI



Mantova è una città discreta, poco conosciuta, lontana dai classici circuiti turistici. La città e il suo territorio, stretto tra Emilia e Veneto, conservano il segno della magnificenza dei Gonzaga, principi illuminati che l?edificarono e la arricchirono di opere d?arte per quattro secoli, dal 1328 al 1708 trasmettendoci il meglio della cultura e dell?arte del loro tempo. Ricchi, raffinati e gaudenti vollero impreziosire le loro dimore a loro immagine, affidandosi ai più grandi artisti. 

Solo visitando i luoghi della loro vita di tutti i giorni è possibile comprendere lo sfarzo della corte estense, mai soltanto di facciata. ”Un visitatore distratto, che attraversi in fretta Mantova, può rimanere inconsapevole delle bellezze che racchiude. Il meglio è chiuso, i suoi paesaggi sono interni come quello dell?anima“. Così scriveva della città lombarda Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia”. Molti i siti d?arte più noti, dalla Camera degli Sposi del  Mantegna nel Palazzo Ducale – che nonostante il nome non era una camera nuziale ma una sala di rappresentanza - fino all?altrettanto famoso Palazzo Tè, una delle decine di ville voluta come lussuosa scuderia oggi sede di grandi mostre. La Sala dei Giganti, dei Cavalli e di Psiche sono le più conosciute per gli affreschi che - sono sempre le parole di Piovene- ”segnano il punto in cui umanesimo e mitologia si riversano scopertamente nell?erotismo“. Suggestivo è l?appartamento del Giardino segreto, luogo privato di contemplazione e di riposo, ornato da dipinti e rilievi allusivi alla cultura e alle virtù del mondo classico. 


Tra altri tesori da scoprire ci sono il Duomo, le Basiliche di Sant?Andrea e di Santa Barbara, la Rotonda di San Lorenzo, in piazza delle Erbe, la più antica chiesa cittadina dell?XI secolo di forma circolare, sul modello di quella che Costantino aveva fatto realizzare a Gerusalemme, nel luogo del Santo Sepolcro. E ancora da visitare c?è Palazzo d?Arco (oggi Sede della Fondazione omonima), di elegante stile neoclassico. Sembra ancora abitato, in un contrappunto perfetto tra mobili antichi, strumenti musicali fuori dal comune come la Tiorba a 18 ordini di corde datata 1647 (se ne conoscono attualmente solo tre esemplari in tutto il mondo).  

Oggi la città di Virgilio, cantata da Torquato Tasso, definita dallo scrittore inglese Aldous Huxley ?la più romantica del mondo” ed esaltata dal recente prestigioso riconoscimento del Patrimonio Unesco del luglio 2008, divide la sua anima tra passato e presente guardando al futuro. A rilanciarla come meta ideale per un turismo sensibile al fascino delle arti e della storia ma anche all?ambiente naturale e all?offerta enogastronomica, con un accattivante “Benvenuti nella terra del Rinascimento”, è Mantova Tourism che raggruppa imprese di gestione alberghiera, agenzie di viaggio incoming,trasporti e guide turistiche. E? un?agenzia impegnata nella diversificazione dell?offerta per le tante proposte e gli spunti di grande interesse. L?invito è a scoprire non solo la città ma tutta la provincia al di fuori dei tradizionali eventi, seppur di livello nazionale, che la mettono in vetrina per pochi giorni, come la Festa della Letteratura, le mostre d?arte, le fiere, i festival e gli eventi enogastonomici. 


Già senza allontanarsi molto da Mantova si possono visitare piccoli centri medievali come Castellaro Lagusello, Monzambano, i ponti sul Mincio, San Martino e Solferino, luogo di memoria di battaglie che hanno fatto la storia. La vicina Sabbioneta, anch?essa inserita nell?elenco dei Patrimoni dell?umanità, non ha perso il fascino del tempo e conserva preziosi monumenti come il Teatro Olimpico, la Galleria degli Antichi e il fastoso Palazzo Giardino. Stupende Borghetto, frazione di Valeggio sul Mincio, classificato come uno tra i borghi più belli d?Italia e Ostiglia con il Santuario della Madonna della Comuna. Da non perdere neppure Volta Mantovana con il Castello e il Palazzo dei Gonzaga, Castel d?Ario e Canneto sull?Oglio, di grande interesse ambientale e notissima ai gourmet perchè ospita nel Parco naturale dell?Oglio Sud  il ristorante della Famiglia Santini, “Al Pescatore” insignito dalla Guida Michelin con le mitiche tre stelle. Il messaggio turistico è affidato anche alla buona tavola, alla cucina cosiddetta “dei principi e del popolo”. Le due cucine si sfioravano continuamente e l?una prendeva spunto dall?altra: a separarle era solo la disponibilità degli ingredienti, non accessibili a tutti per i costi delle materie prime.Nei secoli molti piatti dei sontuosi banchetti rinascimentali, elaborati dallo scalco di corte, sono passati nella tradizione popolare ed ancora oggi a tavola si sente l?influsso della cucina dei signori. 

Luccio in salsa con polenta
La terra mantovana è generosa e ben irrigata, attraversata dal Po, dal Mincio, dalla Secchia e dall?Oglio. Le risaie producono una tipologia di vialone nano perfetta per i risotti – famoso è quello “alla pilota” con la salamella locale in onore del grande pilota mantovano Tazio Nuvolari – e tra i pesci d?acqua dolce è facile gustare il Luccio in salsa con polenta, così come il “saltarei” piccolo gamberetto di fiume preparato in vari modi. Apprezzatissimi i salumi e gli insaccati, come il salame mantovano confezionato in modo diverso da comune a comune, il salame con la lingua e pancettato, il cotechino alla vaniglia e i ciccioli, ghiotto e calorico residuo della bollitura del lardo per ricavare lo strutto. Mantova è anche zona tipica di formaggi per i grando allevamenti di bovini e produce parmigiano e grana, mascarponi e stracchini. Tra le specialità note in tutto il mondo la mostarda, preziosa alleata dei bolliti, e senza rivali tra i dolci è la torta sbrisolona. 

Tutta la provincia offre una produzione agricola di grande qualità e ottimi vini: i rossi, i chiaretti ed i bianchi delle colline vicino al Garda. L?allegro lambrusco è quello che più di accompagna ai piatti tipici a base di maiale. Mantova e il suo territorio promettono di essere una meta turistica perfetta per tutte le stagioni. Tanti sono i luoghi da scoprire percorrendola a piedi, in bicicletta o in barca sui laghi, sperando di provare le sensazioni di Baudelaire quando definì questi luoghi “un mondo addormentato in una calda luce”. 

 

 

 

Torta sbrisolona