Testo e Foto di TERESA CARRUBBA


Particolare di una casa di Neringa

 

E’ da qui, nella Penisola dei Curoni, meravigliosa propaggine della Lituania, che passava la “Via dell’Ambra”, quella che dal Baltico, attraverso la Porta Morava, conduceva in tutta Europa e poi in Medio Oriente. Preziosa resina fossile, scrigno di millenni di storia, l’ambra fa capitolo a sé fra i materiali di ornamento e di oreficeria. Il suo colore ricorda il miele maturo e il suo profumo, così dice Marziale, “la dolcezza e la fragranza di un bacio”. I Greci la chiamavano electron, raggio di sole, attribuendole molteplici virtù. Nelle zone bagnate dal Mar Baltico l’ambra era utilizzata fin dal Neolitico e ancora oggi nella Penisola dei Curoni gli amanti di quella concrezione così pregiata si recano sulle spiagge all’alba e con un po’ di fortuna ne trovano i frammenti rilasciati dal ritrarsi delle onde marine durante la notte. E l’alone di magia e di mistero dell’ambra pervade ancora tutta la Penisola, 98 chilometri di spiagge dalla sabbia finissima, boschi di conifere dove vivono in libertà alci, cervi e cinghialie distese di dune, le più alte d’Europa. A Juodkranté, un grazioso villaggio della Penisola, nell’Ottocento furono raccolte 2 milioni e mezzo di tonnellate di ambra grezza oltre ad una grande quantità di reperti mesolitici e neolitici, alcuni dei quali ora sono custoditi nel Museo Geologico dell’Università di Gottingen, in Germania. Una volta apprezzato come paese di pescatori, Juodkranté oggi viene frequentato per la pittoresca Collina delle Streghe, disseminata di evocatrici sculture in legno tra gli alberi secolari, per la Collina dell’Airone, dove nidificano colonie di aironi grigi e cormorani, ma soprattutto per le cosiddetteDune Morte della Riserva di Lapnugaris. Solo un esempio delle singolari dune che caratterizzano tutta la Penisola dei Curoni. Oltre a quelle altissime di Juodkrante, infatti, ci sono quelle grigie tra Juodkrantė e Pervalka, quelle mobili di Parnid?is e Sklandytojai. Senza contare gli antichi villaggi sepolti e i contrafforti naturali per preservare la costa dagli spostamenti delle dune. 


Una delle Dune Morte di Juodkranté

Fu il vento del Baltico, 5.000 anni fa, a modellare le masse di sabbia finissima della costa in dune imponenti e sinuose, oggi considerate le più alte d’Europa. Ma nel tempo, le violente correnti marine ridisegnavano continuamente il paesaggio spostando quelle dune fino a raggiungere i villaggi abitati che in certi casi ne furono travolti. Fu così che il rimboschimento forzò la Natura per arginare il movimento delle dune e proteggere gli agglomerati di case. E, paradossalmente, proprio quella strategia difensiva regalò alla Penisola dei Curoni quella fisionomia singolare che oggi vanta, fatta di dune, boschi di conifere sempreverdi e spiagge da sogno, e che le è valso il riconoscimento di Patrimonio Naturale dall’Unesco. Si può dire che tutta la Penisola dei Curoni, in gran parte occupata dalla regione di Neringa con cui spesso s’identifica, sia un Parco Naturale Protetto. Le pinete sono considerate riserve ambientali e molte delle dune possono essere ammirate ma non attraversate, per non mettere in pericolo la loro stabilità. Anche spiagge e mare vantano i requisiti del Parco Naturale e da vari anni queste coste, considerate tra le più pulite del Mar Baltico, hanno il riconoscimento della Bandiera Blu.


Le suggestive banderuole, vėtrungės

 

Soprattutto la spiaggia di Nida, il più famoso centro di Neringa. Fu meta privilegiata dei pittori impressionisti della corrente Die Brucke, che qui traevano forti emozioni creative per via della particolare luce, dei colori del paesaggio e della nitidezza dell’architettura fatta di case dai tetti in tegole rosse o in cannucce pressate a difesa del freddo, sovrastati da un simbolo beneaugurante di lamiera, spesso figure zoomorfe incrociate.  E del simbolismo, Nida è un vero crogiuolo. Dalle suggestive banderuole, vėtrungės, che in passato indicavano l‘appartenenza delle barche a vela a un villaggio e i riferimenti del proprietario, e che oggi sventolano coloratissime per tutta la città, nei giardini delle ville, sul lungomare e attorno al porto. La stessa funzione identificativa che hanno i krikštai, cioè le assi di legno intagliate poste sulle tombe del vecchio cimitero, che contengono elementi distintivi della vita del defunto. Nida è anche sede di un piccolo Museo dell’ambra, che parla della storia geologica di Neringa.  


La casa di Thomas Mann

 

Tutti spunti che caricano la graziosa cittadina lituana di una particolare atmosfera, la stessa che ha affascinato il Premio Nobel per la Letteratura Thomas Mann, tanto da indurlo a costruirvi una casa dove visse in raccoglimento per qualche estate. Oggi è museo e sede di incontri letterari. La vivacità di Nida si concentra intorno al porticciolo, proprio alle spalle delle dune. Qui è facile incontrare lituani locali e turisti che, all’ora dell’aperitivo, degustano pesci ancora caldi di affumicatura accompagnati da un boccale di “gira”, la bevanda tipica lituana fatta con il pane fermentato. Dal porto, poi,  nasce l’interessante esperienza di un’escursione con l’ antico barcone a vela ‘’kurenas’’ , lungo la Laguna e fin sotto le Dune. 


La vela calata di una “Kurenas”

 

Lasciata la romantica tranquillità di Nida ci si può spostare a Palanga, senza dubbio la città più mondana della Penisola e la più famosa stazione balneare lituana. Antico villaggio di pescatori, Palanga fu poi un importante centro di smistamento commerciale con forte esportazione d’ambra in tutta Europa e in Asia, grazie agli ingenti ritrovamenti di pezzi della resina fossile risalenti al periodo neolitico. La vocazione turistica di Palanga fu evidenziata solo nell’Ottocento ad opera dei conti Tiškevičiai che qui presero residenza. La trasformazione fu facilitata anche dalle bellezze naturali del territorio con le sue immense spiagge di sabbia bianca e le alte dune che ne movimentano il profilo. Venne creato un parco botanico, si costruirono palazzi imponenti e si inaugurarono centri di cura, anche a base di trattamenti all’ambra che sembra avere effetti benefici per molte affezioni. Il porto venne attrezzato e fu costruito un pontile sul mare, lungo mezzo chilometro, che ancora oggi costituisce meta di passeggiate romantiche  al tramonto.  

 

 


Un esempio di krik?tai, croce cemeteriale

E da allora, il Palazzo dei Tiškevičiai è rimasto uno dei luoghi più suggestivi della città, progettato e costruito dall’architetto di giardini all’inglese E. André. Oggi il Palazzo è sede del visitatissimo Museo dell’Ambra che oltre alla “ Pietra del Sole”, uno tra i più grandi esemplari in Europa, custodisce la più vasta collezione mondiale di pezzi d’ambra con inclusione di insetti. Al pian terreno, poi, un escursus storico della lavorazione dell’ambra dalle prime tribù del Baltico ai manufatti religiosi e decorativi del Barocco, fino alle creazioni degli artigiani lituani contemporanei. Altro motivo per un soggiorno a Palanga oggi è il più grande centro benessere “Amber Spa” di tutta la Lituania dell’Ovest. (www.vanagupe.com)

La Penisola dei Curoni è raggiungibile in soli 10 minuti di traghetto dal porto di Klaipeda, che ben vale una sosta. La città vecchia, con i grandi edifici settecenteschi, mostra ancora l’influenza architettonica tedescacome nel cosiddetto stile Fachwerk, particolare processo di lavorazione del legno a vista. Merita una visita il Parco delle sculture “Mazvydas” che fu il cimitero principale della città fino al 1977 e che venne distrutto dai sovietici. Molte delle sue artistiche croci in ferro del XIX-XX secolo tratte in salvo,  oggi sono esposte nel Museo di Kalvystės .La vita Klaipedaruota attorno al porto che ancora oggi costituisce la risorsa fondamentale dell’economia della città ed è uno dei porti più importanti del Baltico.

 

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