Testo e Foto di Luisa Chiumenti



 

Il Museo della Civiltà Romana all’Eur ospita la prima personale in Italia di Xu Longsen (Shanghai, 1959), giovane artista cinese già molto noto,  autore di opere monumentali ospitate nei musei  in tutto il mondo.Tra due Imperi, ossia “fra due culture e tradizioni”: “Dialogo” é la parola chiave di questa mostra”, come annota l’assessore Dino Gasperini, Asssessore alle Politiche Cultrali e Centro Storico, nella sua introduzione in Catalogo.

“I grandi paesaggi rocciosi sono traguardi, vette ambiziose ed ambite,  sfide da affrontare, visioni da ricercare  con sforzo  fisico e intellettuale” . ….”dialogo tra forma e materia, pensiero e manifestazione”…“L’ uomo si confronta con la Natura. La studia ed osserva, vi si fonde  e confonde, mantenendo però ben distanti soggetto e oggetto.”

Nelle tele di Xu Longsen appare in certo modo esplicata la risposta all’interrogativo su quale sia lo spirito della Cina di oggi (Broccoli): paesaggi tradizionali, dati soprattutto da montagne, rappresentati secondo la consueta tecnica cinese, ci danno la visione di una  sorta di “calligrafia” in cui la pittura appare essere allo stesso tempo scrittura.

Il titolo “dall’alto di due Imperi”, ripropone con evidenza l’avventura di Marco Polo e le montagne rappresentate attualizzano quella stessa esperienza.

Nelle grandi tele dell’artista “si riversano i suoi studi sculturei, calligrafici e pittorici che danno vita a paesaggi rocciosi, tipici del paesaggio montano cinese, vette da scalare con lo sguardo che scivola lungo la carta di riso, il delicato supporto delle sue opere, fino a rigenerarsi: un rito su cui si basa la spiritualità orientale, ovvero sull’immersione e la contemplazione della natura per giungere all’equilibrio e ritrovare la pace interiore”Tra i suoi monti, Xu Longsen sembra preferire il Monte Huashan, una delle cinque montagne sacre della Cina, situata a  circa 120 km. 120 dalla città di Xi’an, nella provincia di Shaanxi, la montagna  Huashan offre uno spettacolo affascinante, fra Natura pressoché incontaminata e antichissimi templi taoisti, nel culto del Sublime, che aleggia dovunque. 



 

Xu Longsen apre la sua mostra romana con tre figure simboliche che richiamano i tre insegnamenti fondamentali della religione cinese: “L’Albero della Bodhi”, come albero del buddismo; il “Phoenix Tree”, come albero del Taoismo e il “Cipresso”, come albero del Confucianesimo, essendo comunque sempre l’albero in se stesso, tradizionalmente, simbolo di Vita e capace di unire in sé il microcosmo e il macrocosmo, l’Uno e il Tutto, il tramite fra la Terra e il Cielo, “dalle radici nelle viscere della terra al più alto dei germogli teso  verso il sole “, in cui l’albero “diviene un immaginario ponte tra fisico e il metafisico”.

Pur con un così forte collegamento con la tradizione, Xu Longsen tende a superarla, per creare una nuova forma di “pittura nazionale”, in una vera e propria “sfida” , giungendo ad una volta nello sviluppo della pittura nazionale, creando nuove atmosfere nei riguardi della pittura  contemporanea cinese.

Di grande fascino, la sede scelta per la mostra, scrigno dell’arte occidentale romana, porta il visitatore ad uno stimolante confronto fra due mondi che, pur così  lontani, travalicano con sorprendente armonia le proprie identità, per giungere ad una incredibile “unicità” nell’Arte.

Prezioso il catalogo, edito da Beyond Art, in tre lingue (italiano, inglese, cinese), aiuta il visitatore nella comprensione di queste particolari, affascinanti atmosfere, attraverso i preziosi saggi sia del  curatore della mostra, Angelo Capasso, che di Fan Di’an, direttore del Museo Nazionale d’Arte della Cina e di Xing Xiaozhou, uno dei maggiori critici d’arte cinesi.

Organizzata da Enti quali l’ Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico  Sovraintendenza ai Beni Culturali, con la collaborazione di Banche Tesoriere del Comune di Roma: BNL-Bnp Paribas, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Finmeccanica, Il Gioco del Lotto, Vodafone, on il contributo tecnico di Atac e  La Repubblica, la mostra, promossa da Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, da Eur SpA, ha avuto il patrocinio di AltaRoma e si é avvalsa dei  Servizi museali di  Zètema Progetto Cultura. 

 

 

Roberto Begnini  tel. 06 69190880  fax 06 69925790

 studiobegnini@gmail.com

Palazzo Doria Pamphilj – Via del Plebiscito, 107 – 00186 ROMA