Testo di ANNA MARIA ARNESANO e Foto di GIULIO BADINI



 

Slovenia terra d’acqua, grazie alla maggior concentrazione di stabilimenti termali d’Europa, ma per contrappasso anche terra di vini, anzi di grandi vini, per la peculiarità del suolo collinare e per ragioni climatiche, dovute all’incontro di correnti umide subalpine con quelle calde continentali. Delle tre diverse regioni e delle 14 zone vinicole del paese, ciascuna con proprie caratteristiche specifiche, quella a maggior densità di vigneti, più attraente dal punto di vista paesaggistico e, soprattutto, capace di produrre i vini migliori è costituita dalle colline situate tra i fiumi Drava e Mura nell’estremo orientale al confine con Croazia, Ungheria e Austria nota con i diversi nomi di Podravje, Prlekija e Slovenske Gorice, ma famosa più che altro come strada del vino di Jeruzarem. Nome curioso e apparentemente irriguardoso per una zona vinicola, ma che trova spiegazione in un fatto storico che pare affondare le radici nella leggenda. Nel XIII sec. un gruppo di Cavalieri Teutonici di ritorno da una crociata in Palestina portando con sé una sacra immagine della Madonna, apprezzò talmente tanto la bontà del vino locale e la bellezza del paesaggio (qualcuno malignamente dice anche delle donne), da decidere di fermarvisi stabilmente, erigendo una cappella ora sostituita da una chiesa barocca affiancata da un giardino botanico con piante esotiche. Non sappiamo come fossero allora, ma possiamo testimoniare per certo che oggi i vigneti estesi lungo i 18 km di curve e saliscendi tra Ormoz e Ljutomer, con Jeruzalem su un poggio panoramico proprio al centro, sono tra i più armonici che si possano immaginare, disposti ad anfiteatro lungo linee orizzontali sui terrazzamenti ricavati nei fianchi delle colline e nelle valli, tanto da giustificare l’appellativo di Toscana slovena e da essere protetti come monumento ambientale. 



 

Disseminati qua e là file di cipressi, alberi da frutto, boschetti ombrosi e  aziende vinicole dai tipici tetti di paglia spesso popolati da nidi di cicogna, sovrastanti cantine secolari ad archi dove in botti di rovere maturano preziosi nettari. Cantina Belec è vecchia di 350 anni, mentre la fattoria Melek porta ancora i segni di un antico palazzo nobiliare, con piccolo museo enologico e tanto di cappella con affreschi seicenteschi; la cantina di Ljutomer custodisce su tre piani sotterranei 4 milioni di bottiglie, in maggioranza bianchi aromatici, con parecchi vini d’annata vincitori di premi e riconoscimenti anche internazionali, provenienti da vitigni di riesling, chardonnay, pinot, sauvignon, moscato e traminec, nonchè dagli autoctoni Sipon e Ranina. Ma il più apprezzato risulta proprio lo Jeruzalem, un doc di fama mitteleuropea con origine geografica protetta. Gli esperti spiegano tanti successi con il suolo derivante dai detriti lasciati 5 milioni di anni fa dall’antico mare pannonico, ricco di minerali e povero di carbonati, ma nessuno svelerà mai i veri segreti gelosamente custoditi dai vignaioli. Le numerose trattorie lungo il percorso permetteranno di apprezzare, oltre ai vini e alle acquaviti, anche le inaspettate specialità gastronomiche locali, mentre nelle cantine ed enoteche ci si può approvvigionare di bottiglie dopo un doveroso assaggio. 



 

A partire da ferragosto la quiete agreste si popola di rumori: sono i klopotec, gli spaventapasseri a pale di legno mossi dal vento per tenere lontani dalle viti uccelli e cicogne, di casa nella zona e ghiotte d’uva. Ai due estremi Ormoz, al confine con la Croazia, sede del maggiore insediamento preistorico nazionale e poi di un castello medievale importante baluardo contro le invasioni ungheresi e turche, e poi Ljutomer, famoso per le scuderie e l’ippodromo per le corse al trotto, con una pregevole pieve gotica fortificata, dove per la prima volta nel 1868 un gruppo di intellettuali propugnò l’idea di unità nazionale e di indipendenza per la Slovenia.

 

Per esplorare la Strada del vino di Jeruzalem conviene scegliere come base le vicine Terme di Radenci (www.zdravilisce-radenci.si, tel. 00386.2. 520 27 20 in italiano),  quelle della famosa acqua minerale terapeutica satura di anidride carbonica che si beve in tutta la Slovenia, con le sue confortevoli strutture alberghiere, le piscine, le saune e i trattamenti dove rilassarsi a prezzi contenuti, e un casinò dove divertirsi.  Un pacchetto di 3 giorni – 2 notti con mezza pensione in doppia, ingresso alle piscine termali e alle saune, ginnastica aerobica in acqua, cura idropinica e un bagno minerale costa da 99 euro, bimbi gratis.