Testo di ANNA MARIA ARNESANO e Foto di GIULIO BADINI



 

In un paese ancora eminentemente agricolo come la Slovenia, dove grazie alle brevi distanze spesso anche chi lavora in città abita in campagna (o vi possiede una seconda casa) e vi cura un pezzo di terra, e dove la viticoltura svolge un importante ruolo sociale ed economico,  San Martino – patrono del vino e dei vignaioli – risulta uno dei santi più venerati e celebrati e il giorno a lui dedicato, l’ 11 novembre (compreso anche il fine settimana precedente o successivo, a seconda del calendario, e spesso entrambi), risulta una delle più importanti e sentite feste popolari del paese. E’ il magico giorno in cui il mosto si trasforma finalmente in vino, e tutti sono ansiosi di assaggiarlo per valutarne le peculiarità e confrontarlo con quello delle annate precedenti, magari in abbinata con le castagne novelle, altro regalo dell’autunno rurale. Un momento scandito nella nostra memoria scolastica dalla celebre poesia omonima di Giosuè Carducci “La nebbia agli irti colli piovigginando sale, e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar. Ma per le vie del borgo dal ribollir de’ tini, va l’aspro odor de i vini l’anime a rallegrar”.  Narra la storia che Martino era un soldato romano, nato nel 316 in Pannonia (cioè proprio da queste parti): un freddo giorno di novembre a cavallo incontrò un povero seminudo e intirizzito, e non esitò a tagliare in due con la spada il proprio caldo mantello. 



 

La notte Dio gli apparve in sogno per ringraziarlo, vestito del suo mantello, e per farlo tornare a casa gli regalò tre giorni e mezzo di tepore nel pieno del gelido autunno, da allora chiamata l’estate di San Martino, perché ancora oggi si ripete puntualmente ogni anno. Il soldato pagano si convertì, divenne eremita e taumaturgo in Francia, dove convertì quelle popolazioni a partire da quelle più povere e umili, fino ad arrivare suo malgrado a vescovo di Tours. Fu uno dei primi santi non martirizzati riconosciuto dalla chiesa, e il suo culto si espanse per tutta l’Europa, con un gran numero di chiese e di paesi ancora oggi a lui dedicati. La basilica inferiore di Assisi lo celebra con uno stupendo ciclo di affreschi di Simone Martini, uno dei maggiori capolavori dell’arte pittorica trecentesca. Molto popolare tra i contadini, nel giorno della sua festa scadevano i contratti agricoli e fare San Martino significava anche traslocare in un altro podere. Un po’ in tutta Europa la festa di San Martino, celebrata con manifestazioni e tradizioni diverse, segna l’inizio dell’inverno e diventa una specie di Carnevale anticipato, che ne sancisce invece la fine, prima dell’inizio del digiuno prenatalizio.



 

Tra le diverse regioni vitivinicole della Slovenia, quelle dell’est nelle vallate dei fiumi Drava e Mura verso i confini con Austria, Ungheria e Croazia note con i nomi locali di Podravje, Pomurje, Prlekija, Prekmurje e Slovenske Gorice, sono sicuramente le più estese ed importanti, con la maggior produzione di vini per quantità e qualità. Di conseguenza anche la festa di San Martino assume qui un ruolo assai rilevante. Maribor e Ptuj, le capitali del vino (la prima possiede la vite attiva più antica del mondo, vecchia almeno di 400 anni), ma anche tanti centri minori come Gornja Radgona, Lendava, Ljutomer, Ormoz e altri, organizzano degustazioni pubbliche dei vini novelli, concorsi di vini stagionati accompagnati alle specialità gastronomiche locali – in primis l’oca arrosto cara al santo pannonico-francese -, con tanto di corollario di musiche, canti e balli, fiere artigianali e competizioni di bellezze per il titolo di reginette del vino. Ormoz possiede anche un sito internet dedicato (www.martinovanje.si).  Auguri ai non pochi Martina e Martino, più numerosi in Slovenia che da noi.



 

Base ideale per frequentare le varie feste di San Martino nella Slovenia orientale, in programma dal 4 al 13 novembre 2011, possono essere le terme di Radenci (www.zdravilisce-radenci.si, tel. 00386.2.520 27 20 in italiano), famose per l’acqua minerale ricca naturalmente di salutare anidride carbonica e per il fatto di essere uno dei complessi più antichi, che oltre ad un’ottima sistemazione alberghiera possono regalare il rilassante piacere delle piscine, delle saune e dei trattamenti termali per la salute, la bellezza e il benessere a prezzi decisamente competitivi: 109 euro a persona per un pacchetto di 3 giorni – 2 notti con mezza pensione in doppia, ingresso alle piscine termali e alle saune, ginnastica aerobica in acqua, cura idropinica e un bagno minerale, bimbi gratis.