Testo e Foto di ROMEO BOLOGNESI

 

Le Canarie sono un arcipelago vulcanico spagnolo formato da sette isole maggiori e sei minori, situato in linea orizzontale nell’oceano Atlantico al largo della costa meridionale del Marocco, da cui la più orientale dista un centinaio di chilometri, poco sopra al Tropico del Cancro. Queste isole tropicali, vette emerse di una grande catena montuosa subacquea formatasi 30 milioni di anni fa, sono grandi poco meno della Corsica (1,5 % della Spagna) ma per la loro fertilità ospitano quasi due milioni di abitanti (4,5 % della Spagna), per l’ 80 % concentrati a Tenerife e Gran Canaria. Il turismo internazionale ben conosce i nomi di Tenerife, Fuerteventura, Gran Canaria e Lanzarote per il clima mite da eterna primavera, l’efficiente ricettività alberghiera e la suggestione delle sue coste, dove si alternano spiagge con scogliere, sabbia nera, rossiccia, bianca o dorata, piscine naturali e grotte, fondali d’incanto. Non tutti sanno però che all’interno le Canarie celano un patrimonio naturalistico straordinario e unico, a cominciare da tutte le morfologie e le rocce vulcaniche passate e presenti, con grotte e tunnel di lava lunghi decine di chilometri: il vulcano del Teide a Tenerife, con i suoi 3.718 m, costituisce la più alta vetta spagnola e il terzo vulcano del pianeta.

 

Non a caso il 40 % del territorio risulta in qualche modo protetto, con 146 aree naturali, 4 parchi nazionali (sui 13 della Spagna), 5 riserve della biosfera, 2 siti Unesco e 3 riserve marine. Ma è nella vegetazione e nella fauna che si raggiunge il massimo della biodiversità, a livello di primato mondiale, con ben 17.893 specie diverse, delle quali 3.736 endemiche. Tra queste l’Albero del Drago, simbolo dell’arcipelago con le sue piante millenarie alte fino a 20 m, le foreste di laurisilva (lauro, agrifoglio, tiglio e erica), pini e palme tropicali, bananeti, piante grasse come agave, aloe e cactus, fiori con buganvillee e orchidee; solo Gran Canaria presenta 2.000 varietà differenti di fiori esotici unici al mondo. Il tutto dovuto al fatto che questa vegetazione risalente al Terziario non si è estinta come altrove a causa delle glaciazioni quaternarie. Vengono considerate anche un paradiso per gli uccelli esotici, stanziali e migratori, a cominciare dai canarini e proseguendo con pappagalli, fenicotteri, gabbiani, cicogne, pernici e rapaci. I fondali offrono una ricchissima fauna marina tropicale, con pesci pappagallo, tartarughe, delfini, murene, pesci volanti, pesci civetta, tonni, lucci, sardine, aragoste, e al largo balene e squali.

 

Oltre che in natura, fauna e flora possono essere ammirati anche nei numerosi parchi esotici sparsi per l’arcipelago. Il loro popolamento risale forse ai Fenici e non sono estranee ai miti greci di Atlantide e del Giardino delle Esperidi. La popolazione autoctona dei Guanci, che viveva ad un livello di semipreistoria,  venne sterminata a fine 1400 dalla conquista dei Castigliani. Da allora per secoli i porti delle isole hanno costituito un punto imprescindibile per le esplorazioni e il commercio marittimo atlantico tra Europa, Africa e Americhe. Non a caso la sua cucina esotica e multietnica, ricca di colori e sapori tropicali, mischia piatti dei tre continenti.

 

La Palma e La Gomera, le più occidentali, sono le isole meno battute dal turismo e forse le più interessanti dal punto di vista ambientale. Oltre a pregevoli architetture coloniali, offrono la prima il parco nazionale della Caldera de Tamburiente, una depressione vulcanica di 10 km di diametro, 28 di circonferenza e 1.500 m di profondità, la seconda il parco nazionale di Garajonay con la sua stupenda foresta di laurisilva protetta dall’Unesco. Ma un viaggio alle Canarie, così chiamate per la presenza in passato di abbondanti cani selvatici, non può prescindere anche da una salita al parco del Teide, il gigantesco vulcano situato al centro dell’isola di Tenerife, la maggiore dell’arcipelago.