Testo e Foto di Marco De Rossi



 

Lourdes – Per rendersi conto dell’importanza di un luogo come Lourdes, al di là di quella di città mariana per eccellenza, basta dare un’occhiata alle dimensioni dell’aeroporto, uno scalo che smista svariati milioni di passeggeri all’anno, a dispetto dei 15.000 residenti in città (Meridiana collega Roma con Lourdes 4 volte a settimana a/r).  Di fatto, siamo nell’ ombelico dei Pirenei, nastro di partenza per chiunque voglia farsi un giro per quella dorsale montuosa che separa la Francia dalla Spagna, e sui cui crinali la storia ha lasciato segni importanti e riconoscibili, a partire dalla leggenda/mito del paladino Orlando, di Ariostiana memoria, che fermò i Mori al passo di Roncisvalle, bloccando l’invasione araba del continente. Le tracce del cristianesimo sono sparse un po’ dovunque,  non foss’altro perché proprio da Lourdes partono due dei “cammini” che portano a Santiago di Compostela. A Lourdes, che è annuale di 6 milioni di pellegrini/turisti/viandanti vari, dovrebbero fare un salto  anche i seguaci di Piergiorgio Odifreddi, gli atei fondamentalisti, gli agnostici e i miscredenti vari. Non per ritrovare la fede, ma per comprenderla. L’idea che bazzica nel cervello, prima di mettere piede in città (un consiglio: Grand Hotel Moderne , 4 stelle spartane, gestito da italiani), è quella di trovarsi di fronte ad una Las Vegas del cristianesimo, una Conad della fede, dove si vendono indulgenze, si promettono miracoli e si dispensano assoluzioni a pioggia. Di fatto, la realtà smentisce l’immaginazione. Lourdes è un luogo di culto che è autenticamente intriso di “fede”, e il merchandising assai trash che offrono le botteghe locali non cozza più di tanto con l’aura mistica che aleggia sulla città. Come racconta padre Giancarlo Iollo, sacerdote dell’ordine degli Oblati di Maria Immacolata, addetto al servizio giovani, dei sei milioni di fedeli/turisti, probabilmente sono solo un milione quelli che arrivano in pellegrinaggio. Un terzo di quei sei milioni sono italiani, e circa (azzarda) 500mila i giovani. Infatti, l’altra idea pregiudiziale, quella che Lourdes sia un gerontocomio a cielo aperto, viene smentita da uno sguardo sulla spianata della basilica, dove centinaia di ragazzi spingono le carrozzelle dei malati, fanno servizio d’ordine, aiutano nell’organizzazione. 



 

Insomma, autentico volontariato. “Non è poi così vero che la civiltà contemporanea abbia allontanato i giovani dalla fede – ci dice padre Iollo – e per molti di loro la possibilità di vivere in una comunità internazionale, di conoscere coetanei, di condividere esperienze, non solo religiose, è un grande stimolo per l’ anima”. E’ per questo che Lourdes ha un significato che travalica quello di traguardo finale della fede,  ma assume piuttosto quello di punto di partenza, di abbecedario per neofiti. E per questo che i teen-agers che si incontrano in città, sembrano molto diversi dai piccoli dittatori viziati da una civiltà che lobotomizza il cervello in cambio di telefonini e abiti griffati.  Di fatto, Lourdes sembra un luogo sospeso nel cielo, ovattato nel suo silenzio irreale, dove persino le auto smarmittano con discrezione, dove l’educazione ed il rispetto ritrovano il loro significato originario. Lasciandoci alle spalle le considerazioni spirituali, si può passare più prosaicamente a quelle prettamente turistiche. Lourdes è posizionata in una splendida valle in mezzo ai Pirenei, che sovrastano senza intimidire, lussureggianti ed accoglienti. Inutile enumerare  le (poche) vestigia artistiche della città, che si è sviluppata intorno  alla grotta di Bernadette da poco più di un secolo. Un salto allo Chateau Fort, l’antico forte militare di origine romana, che sorveglia la città dall’alto, bisogna farlo. Interessante il museo interno su tradizioni, costumi e artigianato locali. Il panorama è splendido, e diventa mozzafiato se ci si inerpica fino ai mille metri (7 minuti con la funicolare) del Pic du Jer, da dove si possono ammirare tutte le vette più alte dei Pirenei, a giugno ancora coperte di neve. Una volta sul Pic, si possono visitare le grotte carsiche più alte di Francia, scavate nel corso dei millenni dall’acqua dei ghiacciai infiltrata nella montagna. 



 

Il Pic è anche un punto di partenza per passeggiare nel parco nazionale circostante, per fare trekking, oppure, se si hanno fegato e capacità, per buttarsi a valle con la mountain bike. Pochi minuti di adrenalina, e poi si risale di nuovo con la funicolare, pronti ad un’altra discesa. Una volta lasciata Lourdes, campo base per il giro pirenaico, basta consultare una guida per incrociare uno dei tanti cammini religiosi che si intersecano nelle valli. Uno di questi passa per Saint Lizier, borgo medioevale di origini romane, inserito nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Per 1300 anni è stata sede di un vescovado e la cattedrale, ben conservata,  risale al 1117. Bellissimo il chiostro e ancor più l’antica farmacia (1764) annessa all’ospedale. Obbligatorio un giro per vicoli del paese, dove fanno bella mostra di sé antiche case a graticcio, infiorate come nei giorni di festa.  Dopo aver incrociato Ax le Termes, importante centro termale e stazione sciistica, dove si convogliano le acque solforose-sodiche di 80 sorgenti, si arriva all’abbazia di San Michele de Cuxa a Codalet, sovrastata dal massiccio del Monte Canigou. Nel complesso edilizio del monastero (XI secolo), abitato da una comunità di benedettini, spiccano la chiesa ed il chiostro, perfettamente conservati. Una vera oasi di spiritualità. Che si ritrova anche nel priorato di Serrabona, altro luogo di infinita bellezza, fondato dai monaci agostiniani nell’XI secolo. Arroccato su una montagna, il priorato è costituito da una chiesa di fattezze romaniche, al cui interno spicca una tribuna (il pulpito) in marmo rosa, una rarissima struttura dell’arte catalana. Particolare il chiostro, che per via della posizione (si affaccia su un baratro) è a forma di galleria senza spazio aperto al centro.  Fra un giro e l’altro, consigliata una sosta rilassante nelle antiche terme di  Molitg Les Bains, immerse  in una sorta di canyon lussureggiante, dove ci si può fare pace con il mondo. E con  se stessi.  



 

 

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Giovani Volontari al Servizio dei Pellegrini

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