Testo di ANNA MARIA ARNESANO e Foto di GIULIO BADINI



Molti tra quanti visitano la Norvegia lo fanno con un intento ben preciso: arrivare al mitico Capo Nord, la punta più settentrionale del continente europeo affacciata sul Mar Glaciale Artico. Per giungere al Polo Nord mancano ancora 2.000 km, ma in questo tratto di mare le uniche terre affioranti sono gli arcipelaghi norvegesi delle Lofoten e delle Svalbard. Capo Nord, di per se, potrebbe sembrare una delusione, perché non c’è tanto da vedere: un piatto promontorio di granito nerastro che si tuffa precipite in mare da un’altezza di 307 m, brullo e turistizzato, capace però di offrire gli incomparabili spettacoli delle aurore boreali in inverno, quando il buio assoluto domina per settimane, e del sole a mezzanotte in estate, con una luminosità complessiva superiore a quella dell’Equatore. E poi i primati non si discutono, perché possiedono un fascino intrinseco. Forse più affascinante dal punto di vista estetico può risultare la regione alle spalle del promontorio, il Finnmark, l’estremo nord della Norvegia al confine con Finlandia e Russia e alla stessa latitudine dell’Alaska, una tundra formata da colline ondulate e prati verdi punteggiati da fiori, salici e betulle, dove pascolano branchi di renne. Siamo nella terra dei Lapponi, nomadi animisti dalle bluse multicolori e dai caratteristici copricapi, che da millenni vivono di caccia e di pesca ad orsi, foche e trichechi,  del commercio di pelli e allevando renne, abitando in tende coniche di pelli e spostandosi in inverno con gli sci e con slitte trainate dalle renne.



Le coste, rocciose, frastagliate e disseminate di isole e fiordi, battute in passato dalle navi vichinghe, offrono in abbondanza ogni tipo di pesce, così come i fiumi dell’interno sono tra i più ricchi al mondo di salmoni. L’arcipelago delle Lofoten, sei isole maggiori – grandi oltre cinque volte l’Elba, – collegate tra di loro da una serie di ponti e da centinaia di isolotti disabitati, costituiscono una delle ultime terre emerse prima dei ghiacci polari. Nonostante la latitudine artica, il clima risulta moderatamente temperato grazie all’influenza esercitata della calda corrente del golfo, tanto da permettervi insediamenti stabili fin dalla preistoria. Le isole sono montuose, ricoperte da radi pini e betulle con cime superiori ai mille metri perennemente ammantate di neve, mentre le coste assai frastagliate – interrotte da fiordi e falesie precipiti abitate da un gran numero di uccelli marini,  sembrano emergere dal mare. Le acque, agitate dai pericolosi gorghi del maelstron ad ogni cambio di marea resi famosi da tanti romanzi ottocenteschi, risultano da sempre ricchissime di pesci, in particolare aringhe e merluzzi, che formano la base della loro economia. La stagione di pesca, da gennaio ad aprile, richiama equipaggi da tutto il paese e anche da fuori, ma il bottino risulta assicurato per tutti; la lavorazione del pescato impegna invece gli abitanti per tutto il resto dell’anno. La caratteristica preminente del paesaggio, oltre ai villaggi dei pescatori con le case e le chiese di legno dai colori vivaci, è costituita dalle rastrelliere dove i pesci salati vengono appesi ad essiccare. Da notare che l’Italia costituisce uno dei maggiori importatori di baccalà norvegese.



Un possibile itinerario nel nord della Norvegia parte da Alta, cittadina costiera del Finnmark ben oltre il Circolo Polare Artico,  famosa per una serie di incisioni rupestri risalenti tra 2.500 e 6.000 anni fa che ritraggono uomini, animali, armi, strumenti e scene di vita quotidiana preistorica, protetti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Da qui si raggiunge facilmente Capo Nord, nella luce crepuscolare del sole di mezzanotte. Tromso, città portuale e universitaria dall’intensa vita notturna, è stata il punto di partenza per tutte le spedizioni polari, da quelle di Nobile e Amundsen a quella del Duca degli Abruzzi; da non perdere il museo polare, lo zoo, l’orto botanico e una chiesa modernissima in vetro e cemento. In pullman (grazie ad una serie di gallerie e ponti) e in battello si parte alla volta del piatto arcipelago delle Vesteralen e poi delle Lofoten, nel Mar Glaciale Artico, le isole dello stoccafisso, per approdare ai suoi caratteristici villaggi di pescatori.



L’operatore milanese “Adenium – Soluzioni di viaggio” (tel. 02 69 97 351, www.adeniumtravel.it), specializzato in turismo culturale, propone un tour di 8 giorni dedicato a Finnmark, Capo Nord e agli  arcipelaghi delle Vesteralen e Lofoten. Partenze garantite il 12 e 26 luglio e 9 agosto 2012, basate su itinerario e  visite comuni con guide di lingua italiana, che lasciano però anche spazi per visite individuali.