PERU’

Testo di Anna Maria Arnesano e Foto di Giulio Badini

 

Può sembrare strano dover constatare che, anche in un’epoca di viaggi supersonici e di esplorazioni interplanetarie, gran parte degli esseri umani per le proprie esigenze si sposta ancora a piedi, magari seguendo percorsi atavici vecchi di millenni.. Per rendersene  conto basta visitare parecchie zone sottosviluppate, soprattutto montane, in Africa, Asia e Sudamerica, dove natura e povertà regnano sovrane, mancano le strade e ogni altro mezzo di locomozione che non siano le gambe, tanto che l’uomo per muoversi può contare unicamente sui propri piedi. Quegli stessi piedi che hanno comunque permesso in tempi remoti all’umanità, partita dal cuore dell’Africa, di colonizzare passo dopo passo ogni angolo, anche il più remoto, del pianeta terra, dando così vita alle diverse popolazioni.  Nell’occidente civilizzato il camminare nella natura costituisce invece una scelta soggettiva salutista, per compiere un minimo di sana attività fisica e vivere almeno ogni tanto un momento all’aria pura e a contatto con l’ambiente, perché ormai con strade e mezzi meccanici si arriva quasi ovunque. Mentre per parecchi indigeni il camminare rappresenta un’esigenza imprescindibile, per noi costituisce un modo sano ed ecologico di svago, magari per raggiungere luoghi e popolazioni diversamente irraggiungibili, con un mezzo rispettoso dell’ambiente e dall’impatto minimo.

GROENLANDIA

 

Conformemente alla propria filosofia del viaggiare per conoscere l’insolito e il diverso, sia ambientale che umano, il tour operator milanese “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34 93 45 28, www.deserti-viaggilevi.it) ha inserito per la prima volta nel proprio catalogo una serie di proposte di trekking tra le più belle montagne di tutti i continenti. Non si tratta di percorsi per rambo miranti a exploit sportivi, ma di normali viaggi di scoperta all’interno dei quali sono previsti alcuni giorni di trekking, adatti ad ogni discreto camminatore, per raggiungere località accessibili soltanto a piedi. Come destinazioni geografiche in Africa troviamo l’Alto Atlante marocchino, tra villaggi berberi e spettacolari canyon, la salita al Kilimanjaro in Tanzania, la più alta vetta del continente, passando da savane e foreste fino ai ghiacciai sommitali sotto all’Equatore, e poi un insolito itinerario naturalistico nel nord del Madagascar tra baobab, lemuri e curiose formazioni rocciose. In Asia le mete saranno il ghiacciaio Inylcheck (terzo per lunghezza al mondo) nella spettacolare catena del Tien Shan in Kyrghizistan, tra vette di oltre 7 mila metri, il regno del Mustang in Nepal, uno sconosciuto territorio di lingua e cultura tibetana raggiungibile soltanto a piedi attraverso la catena himalayana dell’Annapurna, e poi la selvaggia valle dello Zangskar nel Ladakh, tra paesaggi himalayani, deserti d’alta quota e monasteri isolati.

MAROCCO ATLANTE

In Groenlandia il percorso si dipana nella calotta polare tra tundra, laghi e fiumi glaciali, mandrie di caribù a terra e foche e balene in mare. Due infine le destinazioni prescelte in Sud America: le Ande nel nord del Perù, dal canyon del Colca, regno degli ultimi condor, tra monumenti preincaici e vulcani, fino alla cordigliera di Vilcanota, presso il lago Titicaca, per esplorare il maestoso e sconosciuto Nevado Ausangate. E per concludere un facile e divertente percorso nel nord-est del Brasile, per esplorare a livello del mare le lagune cristalline intercalate a dune mobili di sabbia bianca fine come il borotalco nel parco nazionale dei Lencois Maranhenses, affacciato sull’Atlantico.

 

INDIA LADAKH

 In base alle loro difficoltà le proposte sono ripartite in tre diverse categorie: facili, alla portata di tutti, con 4-5 ore di cammino per pochi giorni (Brasile e Madagascar); medi, con 5-6 ore di cammino per diversi giorni, su dislivelli contenuti (Marocco, Mustang, Lanskar, Perù e Groenlandia); e infine impegnativi, con tappe anche di 8 ore per parecchi giorni, su percorsi con difficoltà tecniche, tipo ghiacciai (Kyrghizistan e Kilimanjaro). Tutte vengono guidate da esperte guide locali, in Brasile, Tanzania e Madagascar di lingua italiana, con l’ausilio di portatori locali e di animali da soma per il trasporto di bagagli e materiale. In Kyrghizistan, sul Kilimanjaro e in Groenlandia si calzeranno ramponi e piccozza, in Brasile sandali e costume (con guadi e frequenti bagni nelle lagune), in tutto il resto abbigliamento da alta montagna con pedule comode. In Kyrghizistan il ghiacciaio Inylchek verrà anche sorvolato in elicottero. Si dorme e si mangia in hotel, guest house, campi tendati, rifugi e yurte. Le durate variano dai 10 giorni di Marocco, Kilimanjiaro e Groenlandia, fino ai 20 del Mustang.