di Luisa Chiumenti

 

Tenuto conto del fatto che “fare squadra” permette sempre di essere estremamente competitivi, il Lazio rappresenta comunque un motore forte, in grado di trascinare anche le altre regioni. Durante la presentazione del Rapporto sul Turismo Sociale e Associato, avvenuta presso la sede dell’Enit a Roma, il dott. Peparello, ricordando fra l’altro la nascita dell’“Osservatorio” presentata a Viterbo, dalla quale sarebbe scaturita anche la prima edizione del “Rapporto”, ha messo in luce l’importanza di un tale documento, che richiede un’attenta professionalità e deve essere in grado di indagare sul turismo sociale  e associato  nel territorio, con tutta la serie di attività che comporta. Anche attraverso il sistema delle Camere di Commercio, in cui sono iscritte tutte le imprese turistiche. E l’indagine attuale suscita una notevole preoccupazione per la situazione che si sta verificando, specialmente per quello che concerne la fascia sociale dei giovani e quella degli anziani. Per questi ultimi in particolare, le pensioni, con potere d’acquisto notevolmente diminuito, rendono quasi nulla la possibilità di accedere alle strutture di vacanza o almeno di accedervi con una contrazione dei giorni di permanenza, e purtroppo lo slogan che era rimasto reale fino a un po’ di tempo fa: “Il turismo è di tutti e non solo un privilegio per pochi”, oggi non è più vero. E di conseguenza, fra l’altro, si verifica anche una diminuzione di occupazione, perché molti lavoratori che si spostavano dall’agricoltura e dall’industria verso il turismo, oggi non possono essere più assorbiti.

 

 

Sappiamo quante strutture ricettive siano state chiuse in questi ultimi tempi (ben 600 solo su Roma) trasformandosi in alcuni casi in appartamenti. Da questo panorama negativo scaturisce da più parti la proposta di ripristino dei “Buoni-Vacanza”, che erano peraltro anche un ottimo incentivo per la destagionalizzazione. Essi, con un modello “alla francese” potrebbero ripristinare appunto l’accesso alla vacanza delle fasce sociali economicamente più deboli. Infatti, come ha sottolineato il dott. Antonio Castello, “Il turismo sociale ha una grande valenza nell’ambito del turismo nazionale proprio per l’aiuto che dà alle fasce meno forti e questo sarà un tema fondamentale per l’Osservatorio, in vista anche di un Convegno su queste tematiche, che  è in programma per il prossimo autunno”. Dopo l’accurata illustrazione del rapporto, in tutte le sue specifiche voci,  presentata in conferenza stampa dalla dott.ssa Lucrezia Balducci, molto interessanti sono state alcune proposte innovative portate avanti dalla dott.ssa Flavia Coccia. Notando infatti il calo evidente del TSA  la dott.ssa Coccia ha cercato di individuarne le motivazioni soprattutto in una sostanziale modifica della domanda: “Il turismo organizzato su tutto il territorio offre ormai tariffe estremamente convenienti e a volte anche con una migliore qualità rispetto all’offerta (parimenti economica) del TSA.

 

 

 

 Occorre quindi offrire esperienze  nuove e diverse, che rispondano ai valori della socialità alla luce della sensibilità contemporanea. Si tratta quindi di organizzare attività culturali, sportive, anche religiose (si veda in proposito la capacità sempre aggregante delle parrocchie) importanti e diverse, che facciano ripristinare il valore fondante dell’dea di tempo libero”. In tal modo si riesce a far scoprire la vera valenza del viaggio, come scoperta e non a caso si è potuto vedere, come ha sottolineato il dott. Castello, come la “crociera”, prima appannaggio di pochi privilegiati, sia diventata oggi, con una attenta politica dei prezzi da parte del turismo organizzato, godibile anche da fasce sociali più deboli, proprio per il suo alto valore di socialità. In definitiva quindi, al di là dell’interessante presentazione del prezioso “Rapporto”, la conferenza stampa, ha avuto anche una qualificata valenza propositiva.