Una mostra collettiva  al Museo Carlo Bilotti di Roma (Viale Fiorello La Guardia, 6).

(fino al 21 giugno 2015).

Teto e foto di Luisa Chiumenti

Le sale del Museo Bilotti di Roma hanno accolto fotografie, sculture, dipinti, disegni e reportage, in una mostra collettiva di opere frutto di età e formazione differenti, ma basate tutte  sulla “ricerca” , quale filo conduttore  di un viaggio variamente articolato sulla visione di città, di alberi, montagne, sguardi, braccia e mani. La mostra,  curata da Marco Di Capua, è stata  promossa dall’ Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (Servizi museali di Zètema Progetto Cultura), con il sostegno della Galleria Russo, che si colloca proprio al confine tra i “due mondi” con le sue gallerie di Roma e Istanbul. Diciassette gli artisti presenti a questa collettiva, attivi sul fronte della costruzione e della rappresentazione figurativa del corpo umano, della natura e della scena urbana. Le linee di confine che perimetrano lo spazio immaginario della mostra sono anche di connessione: Gerusalemme, Istanbul, Napoli, Roma, Trieste, l’Ucraina, New York, appariranno come complici di alberi, montagne, sguardi, braccia, mani. Ed ecco i loro nomi: Angelo Bucarelli, Roberta Coni, Adelaide Di Nunzio, Manuel Felisi, Giovanni Frangi, Massimo Giannoni, Thomas Gillespie, Christian Leperino, Sandro Maddalena, Giorgio Ortona, Tommaso Ottieri, Alice Pavesi, Marco Petrus, Paolo Picozza, Bernardo Siciliano, Stefania Fabrizi, Pete Wheeler: tutti attivi sul fronte della costruzione e della rappresentazione figurativa del corpo umano, della natura e della scena urbana, che sono riusciti a “far vivere le linee di confine che delimitano lo spazio immaginario della mostra anche attraverso le connessioni: Gerusalemme, Istanbul, Napoli, Roma, Trieste, l’Ucraina e New York.

 

Attraverso dipinti, anche di grandi dimensioni e fotografie, la mostra vuole stabilire una suggestiva zona di confronto, un collegamento  figurativo e narrativo in modalità intenzionalmente spettacolare e in chiave occidentale, tra l’energia che abita la natura e gli esseri viventi.  La loro esistenza grandiosa, i loro gesti effimeri e i loro volti, contrapposta a quella più razionale che, creando architetture, inquadra spazi, genera metropoli, ritma l’esistenza.

La mostra, che si avvale di un bel catalogo edito da Palombi Editori, si è offerta anche  come occasione per vedere realizzate due opere “site specific” di due degli artisti presenti: Christian Leperino e Stefania Fabrizi. “Linee di confine”, come sottolinea  il Curatore Marco Di Capua,  “si presenta come una mostra-periscopio: affiora e lentamente si guarda intorno. Ciò che vede e ci fa vedere sono le città, i nostri corpi e i nostri volti. Ci indica, con un gesto quasi sproporzionato nella sua apparente, così necessaria, inattualità, la natura. Il confine tra tutto ciò, non è soltanto il bordo irregolare che nello scorrimento divide cosa da cosa, e nella separazione le illumina, ma anche la linea che unisce.

 

Le opere selezionate sono “lavori imponenti, con cui “prevale un massimalismo figurativo che “ che siano in grado di suscitare “con chiarezza e di rappresentazione e di narrazione, l’impatto con temi”che accompagnano il nostro immaginario quotidiano”. Di grande suggestione sono ad esempio le immagini di luoghi assai noti di città, che si pongono con una sorta di nuovi interrogativi di fronte al visitatore : da Gerusalemme, con il “Muro del Pianto” che nel tempo ha assorbito tante richieste, tante preghiere; al Mausoleo di Augusto, che viene visto sotto una luce colma di storiche suggestioni che ognuno può interpretare in modo autonomo.

 

Per informazioni:

Tel. 0039 060608